Sei anni dopo
Vorrei scrivere su quel ventiventi, ma sono successe tante cose, che non ho ancora metabolizzato del tutto. La mia antica prof di psicologia, mi avrebbe intimato di farlo e se non fosse diminuita la sofferenza, la confusione, stracciare lo scritto, buttarlo nel wc, tirare lo sciacquone e ricominciare Ci provo, ma mi blocco, mi sento frustrata Non sopporto più di leggere le castronerie di troppi negazionisti, o le illazioni fantascientifiche. Mi arrabbio, quando si vorrebbe colpevolizzare chi in quei frangenti, ha dovuto imporre misure drastiche, che non potevano piacere, ovvio. Ricordo una frase che mi venne detta da un medico, che paragonava quei nostri giorni a quelli vissuti dai nostri genitori, con una guerra che si combatteva sotto casa e le bombe che arrivavano dall'alto. Loro però conoscevano il nemico, noi no, non ancora. Se rileggo i piccoli appunti di quel lungo lockdown, scritti per il gruppo social del paese, mi accorgo che eravamo tutti sostenuti dalla forza della disp...