MARTEDÌ GRASSO, OSSIA DEL CARNEVALE
Martedì Grasso Una giornata che, per molte di noi ragazze di un tempo, si trasformava in un vero e proprio incubo. Tutto iniziava con l’eccitazione dei preparativi: costumi cuciti a mano, trucchi sbarazzini, e la promessa di una giornata all’insegna del divertimento, ma dietro l’angolo, si nascondeva la paura e la fuga dalle bande di ragazzini scalmanati. Armati di clave di plastica, spesso imbottite di carta bagnata, questi piccoli “bulletti” si scatenavano per le strade, pronti a dare il via a veri e propri agguati. Con il silenzio di adulti distratti, sembrava quasi che avessero il “permesso” di divertirsi a proprio modo, mentre dietro quelle risate si nascondeva una vera violenza. Era un Carnevale degli anni ’60, dove forse, tra un colpo e l’altro, si cercava di approcciare l’altro sesso. Una sorta di minestrone freudiano, se vogliamo essere clementi. Non lo sono, però. Avevo 13 anni, un ragazzotto, non un bambino, mi lanciò un petardo, bruciando il mio cappotto nuovo di zecca. In ...