La giovinezza non ha bisogno di motivi per correre, ha solo bisogno di vento
Due ragazzine attraversano la strada. Di corsa. Indossano leggings, magliette cortissime e hanno i capelli lunghi svolazzanti: ridono fra loro, con quelle risate che si possono fare solo a quell'età. Trasmettono gioia solo a guardarle. Sono ferma in auto; le osservo e sorrido anch'io. Amavo correre. Con quel dolore al fianco che toglieva il fiato. Correvo, come se non fossi stata in grado di camminare diversamente. Correvo e non pensavo a nulla, non mi accorgevo di niente. Ero sola con me stessa. Spesso il vecchio N.H., don P., con la sua aria austera ma gentile, curvo su se stesso e con abiti che sembravano uscire da un camerino di teatro, mi schivava sul vecchio corso e mi rimproverava: «Le signorine non devono correre. La tua mamma ti veste elegante e tu corri? Non si fa». Lo ripeteva come un mantra, e io continuavo a correre e saltellare nei miei abitini inamidati, aggirando le persone e gli inevitabili ostacoli della strada. Ero da sola, perché quelli erano anni in cui ...