Strade
Sono nata in una grossa borgata della profonda pianura padana, diventata poi una piccola città. La casa in cui sono cresciuta, nel cuore del centro storico, aveva le finestre che si affacciavano proprio sulla via principale. Ricordo che mio papà aveva fatto mettere delle sbarre in ferro battuto: servivano a evitare che mia sorella, una vera peste, rischiasse di cadere. Per questo anche per me, che ero ancora una bambina, non era così facile affacciarsi. Mi sporgevo un po' e da lì vedevo il mondo. Un piccolo mondo antico. Erano gli anni in cui ancora "ci si dava la voce", e di richiami la via era sempre piena. Dal balcone della signorile palazzina di fronte, la bella signora bionda confidava a mia mamma i piccoli affanni della notte. Poco più in là, dalla latteria usciva la simpatica signora Wilma: braccia incrociate, la battuta pronta, si fermava sulla porta a scambiare due parole (a dì la sua, in pura lingua madre) con la moglie del barbiere, che ribatteva dall'al...