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GIORNI AMBROSIANI

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Isi mi sveglia con poca delicatezza e fra mille litanie la accompagno sul balcone per uno dei suoi giri notturni. Sono come al solito in totale deshabillè, ma ora lo sono anche i miei pensieri. Il sonno, frammenti di un sogno che stavo facendo e che mi sfuggono o forse una sorta di dejà vu. Ricordo i giorni del carnevale scolastico ambrosiano. Ne abbiamo raccontato Maria e io, durante la cena e ancora dopo. Sorrido, perché se in un istituto femminile, si dà il via libera agli ingressi maschili, può succedere di tutto e gli occhi, già permissivi delle insegnanti, non potevano arrivare ovunque.  La mia era una classe, quasi tranquilla, anche poco politicizzata per l'epoca. Con alcune compagne, avevamo già messo insieme un coro a cappella: il must erano le colonne sonore dei film "Il dio serpente" e "Giù la testa"; Martelli e Morricone, avrebbero approvato e il pubblico scolastico, applaudiva. Il top della trasgressione, le Muratti che credevo di nascondere ai mi...