Cucinare
"Sono stanca di cucinare", lo dico con convinzione. Lo faccio da sempre, lo faccio sempre, troppo, anche in vacanza.
Del resto, se è vero che sono una cuoca più che discreta, sono una pessima commensale. Non mi piace nemmeno andare al ristorante: lo faccio raramente e solo se si è in compagnia di pochi amici intimi. Ho la tendenza a nutrirmi con una certa ripetitività. Piatti essenziali, soprattutto pesce e insalate, ma con ricette diverse. Il salmone, ad esempio lo cucino con le arance o con marinature di teriyakii orientale e le insalate non sono mai tristi: arance, rucola, noci e gorgonzola, oppure l'ottima siciliana, sempre le arance protagoniste, ma con finocchio e olive. La frutta diventa elemento importante nella preparazione di alcune varianti, sia mela, pera, uvetta o pesca, dipende, e con la giusta dose di proteine ottimo piatto completo: mi sbizzarrisco, cercando di abbinare gli ingredienti. Confesso che ho una predilezione per agrumi e pomodori, che cerco e mangio in ogni stagione. Facile per i pomodori, ovviamente meno per le arance durante l'estate. Adesso ci sono i costoluti marinda, croccanti e con quel gusto tutto particolare, che sembrano portare davvero la Sicilia nel mio piatto padano. Solo frutti e verdure di stagione, si raccomandano tutti, ma qui sgarro, decisa e senza rimorso
Nei giorni scorsi sui social, girava la storia di un atleta olimpico, insofferente alla italica pasta: tutti offesi, ravvisato il reato di lesa maestà. Ho scrollato le spalle, ridendo. Se va bene, mangio la pasta una volta al mese e se l'ultima pizza devo averla vista quattro anni fa, ancora mi si ripresenta. Giusto dei pezzetti se si fa il classico aperitivo. Mio marito, le vorrebbe a pranzo e cena, appunto parlando di opposte abitudini.
Cucino lasagne, ragű e cannelloni, ma ne lascio agli altri la degustazione. Apprezzo invece gli anolini piacentini o i nostri grossi ravioli, ma meno i tortellini, i türtlein, emiliani. Amo molti piatti liguri, azzardo insalate di patate che spaziano dal Trentino alla Sicilia. La caponata, rimane un piatto must. "Devi avere origini isolane", mi sono sentita dire spesso. Chissà, ma è pur vero che se devo scegliere un primo piatto, sarà un padanissimo risotto. Con la zucca, magari o al salto, come solo a Milano sanno fare.
Mi impegno con le frittate e le torte salate, piatti a base di verdure come il polpettone ligure: ho una figlia vegetariana, scelta fatta quando ancora era alle scuole medie e rispettando le sue idee, mi sono adeguata. Qui, ci vuole impegno,mi metto spesso alla prova, ma mi piace farlo e i risultati apprezzabili. Gli ortaggi offrono possibilità di preparazione, pressoché illimitate
Non sono una brava pasticcera, non ho la pazienza necessaria a seguire ĺa richiesta perfezione nelle dosi e in cottura. Mi distraggo, mi metto a fare altro, a leggere, coatto, dimenticandomi il forno acceso. Lascio e compro al bisogno
Mi basta un piccolo pezzo di cioccolato, fondente minimo 80%. La dolcezza amara o un'amara dolcezza, come si vuole, un ossimoro che è metafora di vita.
No, non ho più voglia di cucinare e me lo ripeto ora, perché mentre facevo colazione, ho visto il sacchetto di patate sul bancone. Va beh, sono di quelle che si possono mettere in forno con la buccia. Un lavoro in meno.
Ecco, mi torna alla memoria un bellissimo libro, "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey". Ve lo consiglio.
Non ho più voglia di cucinare, ma potrei mangiare patate arrosto con la buccia e nel mentre, rileggere brani del libro.
Cucinare suppone una testa leggera, uno spirito generoso e un cuore largo, dicono. Forse mi manca qualcosa, in questo momento
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