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Visualizzazione dei post da marzo, 2019
SCHERZETTI? Non so, ma mi sono quasi convinta che dall'alto del suo cielo, mio papà mi abbia tirato uno scherzetto. In effetti, ieri ricordavo divertita, il giorno festivo, in cui il genitore, venne colpito da un brutto colpo della strega, mentre si chinava a raccogliere qualcosa in bagno. Si bloccò in un modo tale, che si fu costretti a chiamare mio nonno e mio zio, che abitavano a fianco, per portarlo a letto. Poco dopo arrivò il medico di famiglia, che lo sbloccò con una iniezione, anche se ovvio, il dolore rimase. Erano i tempi in cui non esisteva la guardia medica, ma i medici arrivavano in qualsiasi ora del giorno e della notte, generalmente a piedi, o al più in  bicicletta. Il nostro non aveva molta strada da percorrere, ci conosceva come se fossimo parenti stretti e partecipava, comunque, alla vita familiare di tutti i suoi pazienti. L'ultima volta che mi capitò di incontrare il dottor Nino, ormai pensionato, durante un mio ritorno al  paesello, stava attraversa...

DORMIRE O NON DORMIRE?

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SONNI INQUIETI E SOGNI INQUIETANTI Ci sono giorni in cui vorrei che mi sedassero per riuscire a ritrovare un po' di sonno, che poi il medico mi rimprovera, dicendomi che devo assolutamente dormire.  Beh, io ci provo, con tutte le mie forze. Meditazione: è qualcosa di fantastico, ma la capacità di noi occidentali, a rapportarsi con il "qui e ora, dura" pochi secondi: arrivano immediatamente pensieri di imbarazzo quotidiano, anche molesti.   Il terzo occhio, dono per chi ha grande dimestichezza con la materia, proprio ce lo possiamo scordare. Almeno a me succede.  Trainig autogeno: ho fatto corsi e ricorsi. Sono bravina: ho memorizzato ben bene i passaggi, spengo tutte le luci, accendo un incenso, mi sdraio e mi concentro sulla mia autoipnosi. Il mio corpo si fa pesante e caldo, il mio respiro leggero, la mia mente si libra nel nulla, ma sul più bello, arriva il mio compagno di vita, che accende le luci, scopre il suo lato del letto e comincia a blaterare del f...

AMICI LETTERARI

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… POI VENNE MAIGRET " ERA UN'ATMOSFERA DA DOMENICA SERA, QUANDO CI SI SENTE FIACCHI SENZA AVER MAI FATTO NULLA, INVASI DA UN MOLLE TORPORE E I MINUTI SCORRONO PIù LENTI CHE GLI ALTRI GIORNI" G.Simenon Georges Simenon non è solo Maigret: autore prolifico, come pochi, ha lasciato libri incantevoli, ma Maigret è Simenon, il suo alter ego, forse colui che avrebbe voluto essere.  Quando ho bisogno di relax, apro uno dei libri di Maigret; dovei averli tutti, in uno scaffale apposito, ma spero sempre che non sia così. Sono convinta che qualche racconto mi sia sfuggito e mi attenda in qualche piccola libreria, o in una ristampa, magari in un mercatino di libri usati. Jules Amedee Francois Maigret, commissario della Surete di Parigi, burbero, notevole bevitore, bongustaio, fumatore incallito di pipa, mi è amico da tanti anni, da quando ragazza, trovai una vecchissima edizione di "Porto delle Nebbie". Ho amato subito quel personaggio che mi portava nelle at...

LANCETTE

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OROLOGI POCO AMICI Una signora, evidentemente in attesa di qualcuno, sotto casa mia, mi chiese  se, cortesemente potevo dirle l'ora; guardai sul cellulare e gliela comunicai  Mi guardò stranita,  dicendomi che così lo sapeva anche lei. Fuori come un balcone, proprio. Io, non porto orologi. Gli orologi mi odiano: si rifiutano di funzionare se li indosso. Si bloccano, scioperano, salvo rimettersi a funzionare se li metto su qualsiasi superficie, in ogni dove. In ogni dove, poi finisco con il cercarli e non trovarli.  Il perché del mancato funzionamento sarebbe degno di una seria ricerca scientifica. Il mio polso, funziona, più o meno, meglio se con un tutore; il battito è un po' veloce, ma nella norma, e comunque, non è che l'orologio va avanti, ma si ferma proprio. Avevo circa 15 /16 anni, di sicuro ero alle scuole superiori a Milano; ero una pendolare per cui conoscere l'ora era davvero importante e avendo, stranamente rotto il mio, chiesi ...
FARMACI CON NOMI IMPOSSIBILI Ho abitudine alla lettura, quindi alle parole, ho buona memoria, una volta ottima, anche se  a furia di immagazzinare, avrei bisogno  di una revisione del mio hard disk interno e di buttare i file spazzature, cioè i brutti ricordi.  Al punto: ho una terapia quotidiana da seguire, sono ormai anni, ma ecco che la mia memoria si inceppa quando devo ricordare il nome di un farmaco. Se va bene, ricordo la confezione, alla meno peggio un nome qualsiasi, che abbia assonanza fonetica, ma normalmente mi assale una dislessia totale; inverto le sillabe e in farmacia faccio figure da minus habens, Balbetto. Chiusura mentale, black out. Qualsiasi psicocoso, potrebbe trovare interessante questa mia défaillance, ma riconosco da sola un  rifiuto inconscio dell'utilizzo dei farmaci o  a un atteggiamento di difesa nei confronti dei medici e delle malattie in generale. Sarei totalmente assolta, in un ipotetico tribunale, anzi io mi assolvo c...
SHOPPING IN...SANITARIA Di meme sui  piccoli incidenti casalinghi, con microfratture ai piedi, causa spigolata notturna, al buio con recita di giaculatorie per tutti i santi e beati è pieno il mondo dei social.  Sono abbonata, non ai meme, ma alle botte contro gli spigoli dei mobili. Mi alzo nel cuore della notte, come un fantasma, al buio, ci sta. Andrei comunque a sbattere ovunque, anche se fossi dotata di ali. Dunque, per farla breve, mi sono dovuta dotare di piccoli tubolari in silicone per proteggere un polluce, si chiama così pare, leggermente lesionato. Alla solita sanitaria, mio marito si ferma affascinato a guardare un piccolo bastone, telescopico e pieghevole, facendo considerazioni sull'uso che avrebbe potuto farne in montagna: essendo già dotati di bastoncini per la nordic walking, che comunque ci guardiamo bene da praticare, mi sembrava un acquisto assurdo. -"...è quasi un peccato non essere zoppo".  Si è entusiasmato anche per un deambulatore......

PRINTEMPS

PRIMAVERA QUELLA STAGIONE NELLA QUALE TUTTI CORRIAMO ALL'APERTO PER RESPIRARE FINALMENTE UN PO' DI FRESCHE ESALAZIONI DI BENZINA (cit. Carletto Manzoni) Bella la primavera, viole e margherite nei prati, piante che sbocciano, una totale fioritura. A terra, ormai non solo foglie morte, ma tanti piccoli petali che cadono dagli alberi già fioriti, accarezzati dalla fresca brezza marzolina. Primavera cantata e decantata, da poeti e cantautori, dipinta dai più grandi artisti, musicata dai più grandi compositori. Bella, dolce, carezzevole.  Primavera, che alla mattina ti costringe a sciarpa, berretto e piumino, ma a mezzogiorno, ti fa spogliare e al pomeriggio, mettere in maglietta. Alla sera, va mo' che accediamo un po' di riscaldamento. Passeggi e sembri una, in fase di trasloco: tutto sulle braccia, che man mano che si avanza ci si contorce per togliere un maglione, o la giacca, con manovre tattiche per non lasciare il guinzaglio del cane ed evitare di metter...

FUMO NEGLI OCCHI

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FUMO NEGLI OCCHI "Grazie al cielo, ho smesso di nuovo di fumare…! Dio! Come mi sento in forma. Con istinti omicidi, ma in forma. Un uomo diverso. Irritabile, lunatico, depresso, rude, nervoso, forse; ma i polmoni sono meravigliosi. (AP Herbert)" Sono stata una grande fumatrice. Già da ragazza, di nascosto, a scuola, dividendo con le amiche un pacchetto di MURATTI. Poi, le prime, in casa. Avevo diciassette o diciotto anni. Si fumava,  per darsi un tono e sentirsi grandi, forse, più che per vero piacere. poi però il fumo, divenne malefico compagno di vita.  In famiglia abbiamo sempre fumato, tutti. Quando ci si riuniva, a casa di mio nonno, cioè sempre… si navigava a vista, fra fumo di sigarette, profumo di caffè e tante chiacchiere.  Tutte le occasioni erano buone per accenderne una. Al cinema, quando ancora era permesso, al bar, dopo un caffè, al ristorante, a volte fra una portata e l'altra.  Ho fumato anche durante la chemio: la sigaretta mi...

IL MIO BIG C

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THE BIG C Era il 1986. Chiara aveva cinque anni e da quattro abitavamo a Chiavari.  Da tempo mostravo segni di malessere, che venivano imputati all'ansia: le analisi del resto erano normali, a parte una lieve alterazione della VES, finchè mi accorsi di un nodulo fra la base del collo e la spalla. Il medico decise di fare accertamenti e dalla RX toracica, si evidenziò una grossa palla bianca, dimensioni di un pompelmo, nel mediastino. Bisognava intervenire in qualche modo e l'unica cosa da fare, al momento, era cercare di analizzare il linfonodo sentinella. Primo intervento all'ospedale di Lavagna, ma il chirurgo non si sa bene cosa tolse, perché la biopsia risultò negativa.  Iniziò il lungo peregrinare fra medici, pneumologi, internisti vari, senza che se ne venisse a capo. Si sospettava, ma i sospetti non potevano guarirmi, se non si fosse capito di cosa soffrissi. Storditi, e incapaci di realizzare in pieno la situazione, fra lacrime, viaggi continui dei miei g...

ESSENZE

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PROFUMO DI AMBRA “Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole , dell' apparenza , del sentimento e della volontà . Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo , essa penetra in noi come l' aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente non c'è modo di opporvisi.” Patrick Süsk Amo i profumi dagli accordi ambrati. Le note saranno più o meno accentuati, secondo il mio umore e il variare delle stagioni Il profumo mi fa stare bene, mi avvolge, mi gratifica, mi ricorda... Un giorno, a Nizza, complici un caldo umido di una tarda primavera, non riuscivo a farmi passare dei violenti attacchi di ansia. Non c'era Xanax che aiutasse.ero nervosa e infastidita. Mio marito, conoscendomi così bene, decise che la cura migliore sarebbe stato un giro a Grassè, alla boutique di Fragonard. Lì ho semp...

PENSIERI MOLESTI

E CCHECAVOLO... Ho in odio i ciclisti in tute ipertecnologiche, aderentissime, che fanno notare, quello che proprio non vorresti. Oltre ai ciclisti in fila per tre, con il resto di due, e i vari Masterchef che inquinano canali televisivi e social network, detesto proprio anche i vari tutorial che invitano al riciclaggio creativo con l'uso di cassette per la frutta, piuttosto che bottiglie di plastica. Al di là del dubbio sul reale risparmio di qualsivoglia tipo, visto l'uso obbligato di vernici, colle, nastri adesivi, sappiate che i risultati sono delle ca...e pazzesche. Se piace il fai da te, IKEA, con nomi astrusi e impronunciabili,  è in grado di provvedere alla bisogna, giaculatorie in tutti i dialetti italiani comprese. Già!!!

DEDICANDO

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STRANI E AMATI GENITORI I miei sono stati sanamente imperfetti. Incoerenti, pretendevano e vagheggiavano allo stesso tempo. Cercavano di imporre, ma accettavano. A ogni festa comandata della nostra età adulta, ma non solo, mia sorella e io ci siamo sentite definire miscredenti dalla mamma, vittima di una religiosità superstiziosa, più che sentita e dal suo amore per i riti.  Poi, ci meravigliò, quando verso la fine della sua vita, scatto in lei un laicismo sconosciuto. Lasciate, noi sorelle, tranquillamente  ai nostri giudizi, invece, da papà, uomo di più libero pensiero. Erano perfettamente adorabili, quando, con entusiasmo infantile, e magari il groppo in gola, affrontavano i miei trasferimenti al seguito di mio marito e le inevitabili sempiterne rivoluzioni casalinghe. L'allontanamento mio e della loro nipotina, fu straziante. Anche di recente li avrei voluti con me, ad affrontare gli ennesimi cambiamenti, attenti solo a fermare l'iperattività della mamma, che qu...

LE PICCOLE DONNE CHE CRESCONO

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PICCOLE DONNE CRESCONO Ho cominciato a leggere molto presto, intorno ai cinque anni. Prima furono le piccole storie per bambini sulle riviste d'epoca, poi le poesie che piacevano a mia mamma, che fra l'altro mi recitava in modo drammatico: "Cavallina Storna...che portasti colui che non ritorna", oppure "Oh Valentino, vestito di nuovo...". Non riesco ancora a capire, come potesse ritenere un Pascoli sventurato, adatto a una poppante, ma mia mamma era così e amen. A 6 anni, il primo vero libro: "i tre fanciulli di Fatima", che non era esattamente scritto per un bambino, ma quello passava la casa e va bene. Vennero nell'immediato un'edizione rilegata di "Cuore", letto e riletto allo sfinimento e tutti i libri per ragazzi pubblicati negli anni sessanta, dalla "Piccola Dorrit", al "Michele Strogoff" di Verne, passando per l'amatissimo "Pattini d'Argento". Amavo pattinare e sognavo di poter pe...
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CAPPELLINI E FASCINATOR NELL'ELEGANZA DEGLI ANNI SESSANTA In Italia, in un paese della pianura padana, dove ancora le donne, sedevano separate dagli uomini, nei lati opposti delle navate. In chiesa era  obbligatorio il velo, o comunque coprirsi il capo, ma per i matrimoni si usavano cappelli, velette, guanti e pochette. Le modiste avevano una vasta clientela e otre alle vendita, alla confezione, noleggiavano anche copricapo semplici o più complicati. Mia mamma si faceva confezionare dei coprichignon con fiorellini, apposta per me. I capelli venivano tirati e raccolti e poi adornati con questi piccoli marchingegni, degni della peggior tortura. Mode e mal di testa.
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UN TERRIER E DUE SIBERIANI Storie per tutti i giorni. Un territoriale schizzinoso, che si schifa anche delle pasticche piu appetibili e due siberiani che trangugiano tutto, senza masticare. Di loro gusto anche le pezze Vileda, mozziconi di sigarette, fazzoletti di carta e pare sia assai appetibile il divano, con o senza gommapiuma. Il veterinario e Mondo Convenienza, ringraziano. Il terrier tuona ad ogni refolo d'aria, i siberiani lo guardano perplesso. Loro gorgheggiano. Il terrier schiva carezze, i due, pretendono, esigono, estorcono abbracci e slappate. Insieme una rovina alquanto affettuosa. Riempiono la vita di gioia, risate,  preoccupazioni e tanti, tanti peli. Volete un maglione di lana di husky? Si può fare.
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Un ritornello risuona in testa, ma non è fastidioso stavolta... Gira, il mondo gira  Nello spazio senza fine  Con gli amori appena nati Con gli amori già finiti  Con la gioia e col dolore  Della gente come me
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ANGELA   È arrivato  alle 10 e ho iniziato la lettura Ho interrotto per portare fuori il cane e ho ripreso. Ho preso un piatto di non so che per veicolare i miei farmaci, ma non ho lasciato il libro. Ho terminato. Sono commossa e allo stesso tempo affascinata. Uno spaccato di vita, che in parte conoscevo, unito sapientemente allo scorrere della storia italiana; affascinata dalla tua scrittura che riesce a commuovere, pur nella sua ruvidezza che non lascia tempo alle sviolinature. Grazie per aver scritto questo libro. Marina Rocca - Angela - www.edizioni2000diciassette.com/
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Quando non se ne può più della propria realtà, è opportuno aprire un libro.
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VIOLE Vivevo in una piccola cittadina, dove il centro storico si  abbracciava alla verde periferia, fatta ancora di tanti prati e rari cascinali e si usava ''andare per viole", modo antico e locale,  per definire una passeggiata in compagnia di amici, complici l'un con l'altro dei primi piccoli, timidi, flirt adolescenziali Erano i primi giorni primaverili, comunque,  e la ricerca delle viole,  quasi obbligo, un rito.  Non duravano nulla, le viole, proprio come quegli amori  e ora mi rendo conto quale delitto fosse raccoglierle. "Anche quest’anno andrai per violette lungo le prode, nel febbraio acerbo. Quelle pallide, sai: che han tanto freddo, ma spuntano lo stesso, appena sciolte l’ultime nevi; e fra uno scroscio e un raggio ti dicono: «Domani è primavera.» Ogni anno ti confidi al tuo tremante cuore: «È finita», e pensi: «Non andrò per violette, non andrò mai più per violette – ché passò il mio tempo – lungo le prode, nel febbraio acerbo.»...
IL SILENZIO Non sopporto il rumore. Amo il silenzio, la quiete, sempre; di inquietudine ho vissuto e ancora è latente dentro di me. Mi piace la tranquillità del mattino, quando mi alzo, sempre troppo presto, per una rapida colazione, lasciando Mr.Gi a russare nel nostro letto. Anche il terrier rimane tranquillo, purchè lo si ingrazi con qualche dolcetto. I tanti anni passati da sola, mi hanno permesso di indulgere in questa pace, ma il pensionamento di mio marito, mi ha scaraventato in un mondo di frastuono: il mio quarantennale compagno di vita, è dotato di stonata voce baritonale, nonché della capacità di tenere in funzione televisore, Ipad sintonizzato su you tube e di telefonare nello stesso tempo, salvo farmi cenni disperati perché abbassi o spenga l'audio dei vari dispositivi. I suoi dispositivi.   Pensionato nultitasking, ipercinetico, a cui, a volte,  manca la vita lavorativa, la compagnia dei colleghi, l'attività continua, il correre in ogni dove, ma c...
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LE FINESTRE SU VIA GARIBALDI Sono nata, in una grossa borgata, poi piccola città, della profonda pianura padana. La casa in cui sono cresciuta, nel centro storico, aveva le finestre affacciate sulla via Garibaldi. Il ricordo... Mio papà aveva fatto mettere delle sbarre in ferro battuto perché mia sorella, la peste, non rischiasse di cadere, quindi anche per me, ancora bambina, non era facile affacciarmi da quelle finestre di via Garibaldi. Mi sporgevo un po' e vedevo il mondo, un piccolo mondo antico. Erano gli anni in cui "ci si dava la voce" e di voci ce ne erano tante. La bellissima signora Buscaini dal suo balcone diceva a  mamma che, durante la notte, aveva sentita Barbara piangere; Wilma la lattaia, usciva a salutare e a dì la sua cün  Maria Merli, la dóna  de Domenico El barbé o con la bella ed elegante signora Carla, la mamma di Marina Venosta,  a cui si univa la battuta spiritosa di Minojetti che intanto aveva aperta la sua autoscuola. E poi la fil...
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WINSTON IL LERCIUS Ho un piccolo cane, un terrier, che vorrebbe essere di pelo bianco, ma bianco non lo è mai… Il Lercius, canide originario della Scozia, caratterizzato da grande cranio, morso molossoide, zampe brevi, abbaio persecutorio e territoriale. Particolarmente avvezzo alle peggiori condizioni meteorologiche, ama camminare controvento, sguazzare nelle pozzanghere, camminare sotto le siepi di qualsiasi natura. La neve esercita su di lui, canide, un effetto euforizzante. Il Lercius, adora poi stravaccarsi e rotolarsi su tappeti persiani, e più saranno preziosi, più sentirà il dovere di lasciare il suo odore. Si racconta che a seguito di opportuni lavaggi, il Lercius, possa assumere, per poche ore, le sembianze di un West Highland White Terrier. Nella foto un tipico esemplare di Lercius: SirWinston dello Gnomo Bianco
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ELOGIO A UN PADRE IMPERFETTO Non è stato zuccheroso il nostro rapporto, sì amorevole, ma contraddittorio. Mi hai negato molto, anche troppo, ma mi hai supportato tanto. Non ho mai capito se avresti preferito un maschio che potesse portare avanti un cognome che si sarebbe altrimenti perso; sin da bambina mi portavi alle ACLI e in partito con te, anche se politicamente mi sono spostata molto oltre. Ti piaceva farti accompagnare al bar quando giocavi a carte: beh, terreno fertile già che odiavo i giochi femminili e Scala 40 è rimasto il mio preferito. Mai una sberla e se proprio ti facevo girare i "chitarrini", preferivi andartene a fare un giro. Fiducioso e ottimista al limite dell'assurdo: l'unica volta che ho urlato con te è stato  quando, al mio ennesimo intervento diagnostico, ancora non accettavi l'idea che avessi un cancro. Abbiamo pianto insieme, tu ammutolito. Mi sei stato vicino, sempre, spesso silenziosamente perchè era quello di cui avevo bisogno. S...