Un trasloco e il cambio di regione, di città, da una ducale, importante a una cittadina della bassa, conosciuta per la lunghezza del nome, ma che è nel bene e nel male la mia, quella dove posso camminare sulle orme che furono dei miei familiari. C'è un antica orazione buddhista che invita a ripercorrere i passi che furono dei nostri avi, così da averli sempre con noi e non smarrirsi. Lo faccio. Comunque sia il cerchio andava chiuso e la chiusura la potevo trovare solo qui La scomparsa di Francesco, nel pieno delle nostre trattative, quando suo fratello lo coinvolgeva spiegandogli case e cose; poi inevitabile la chiusura della sua casa, mettere mano nelle sue cose. È qui il peso più grande, il peso del vuoto Ne parliamo a fatica mio marito e io, ci si spezza la voce, meglio il silenzio, sappiamo. Che mesi! In poco più di un anno di tutto, persone ritrovati, ma anche sparite e impari ancora che non fidarsi è sempre giusto, il coinvolgimento nella vita politica e sociale, scopr...
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LOCKDOWN
Piccolo diario delle settimane di isolamento. Brevi pensieri in volo dall'appennino, al paese dei cinque campanili. 📌22 febbraio Un altro giorno. 22 febbraio La preoccupazione è tangibile. Leggo le notizie, cerco di rimanere aggiornata, ricevo messaggi e telefonate, più o meno rassicuranti, da amici e parenti e altre, paradossalmente più ansiose, dagli amici modenesi che vogliono sapere. Non sono del tutto tranquilla,lo ammetto e aspetto rassicurazioni da mia sorella, al fronte. Penso al vostro isolamento e qui scatta il sorriso, perché a detta dei miei, visto la mia asocialità, potrei essere l'unica persona a sopportare tranquillamente una quarantena, purché dotata di libri e PC. Si cerca di smorzare la tensione, certo. Andiamo avanti, intanto. Tenete botta casalini. 📌4 marzo Il decreto non è ancora in attuazione, ma alle parole di Conte sulla morbida quarantena, alcuni italioti si sono fiondati nei supermercati notturni a fare incetta ...
Sto leggendo un breve racconto scritto da una figlia, impotente di fronte alla richiesta della madre ricoverata, di essere portata a casa. Leggo e sto male. Leggo e ritorno a tanti anni fa. Il ricovero, obbligato, di mia mamma in una struttura. Però, non era lei a soffrire, ero io. Ci vollero la fermezza di mia sorella, molto più lucida di me, le parole dei medici, perché accettassi il tutto. Eppure ero consapevole che era quella l'unica soluzione, ma non riuscivo a metabolizzarla. Avevo vissuto i suoi momenti di panico, quelli che capitavano quando perdeva il senso del tempo, della realtà, quando la dovevo abbracciare stretta perché non si facesse male. La osservavo quando mi faceva discorsi incredibilmente lucidi sulla religione, ad esempio, che non me la facevano riconoscere, per poi chiedere la lettura di riviste misconosciute di gossip spicciolo. Viveva una sorta di bipolarismo. Ricordava le letture giovanili degli scrittori russi, quanto amava lei, An...
