Quelle notti di Ferragosto le ho ben stampate in testa, ma adesso so che avrei preferito avere con me un cellulare, per rivivere quelle gite notturne sul Primero, fra il dondolio del battello e quello dello stomaco, il salto sul molo di Portofino che era un po' più accessibile di adesso, il continuo tenere d'occhio l' ora per il timore di perdere l'ultima corsa Le notti verso il Porticciolo e sul sentiero del Castello dei Sogni, che a sognare davvero, ci voleva niente Vorrei poter avere quegli scatti, pur fastidiosi, ma che mi avrebbero permesso di rivedere tanti volti. Macchine fotografiche che esigevano il flash per le foto notturne, troppo ingombranti e al caso ci si affidava uno dei tanti fotografi che si incontravano sul lungomare, ma insomma erano tutte posate Poi ancora affacciata alla finestra, al buio, con un'amica, sussurrando per non disturbare, "Una carezza in un pugno" Le risate dei genitori e i loro amici, tutti in tiro, al K2 o al Centrale,...
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Succede che i sogni sembrino di una realtà sconvolgente, ma assolutamente poco veritieri. Chissà, forse avrei voluto essere quella e invece... Dopo aver sognato di una ricerca spasmodica del diario scolastico per verificare le lezioni del giorno successivo, scaravoltando lo zaino e vedessi davanti a me tutti gli Jacovitti degli anni precedenti, mi sono svegliata affannata. Qualche istante per realizzare che sono passati 50 anni, che gli jacovitti erano delle medie, che comunque su diario scrivevo di tutto, ma raramente cose scolastiche e in ogni caso aveva la faccia stilizzata del CHE, fatta da me, come copertina: poi, non avevo lo zaino, ma un tascapane militare con le scritte GIVE PEACE A CHANGE, un ossimoro voluto e sarei tranquillamente andata a scuola con un quaderno a doppio uso e basta, che qualche libro nell'armadietto c'era di certo Ho raccontato tutto a mio marito, che non si è assolutamente meravigliato. Pare sia rimasta la stessa casinista di un tempo A me, invece...
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Ero piccolissima, intorno ai 5 anni e mio papà mi portava con lui, al bar, alle ACLI, o in partito, il suo partito. Non mi annoiavo: ascoltavo quegli uomini discutere, battibeccare e sì, erano tutti uomini, ma con un sindaco donna, credo una delle prime in Italia. Ascoltavo dunque, ma sviluppavo una ipercriticità e, se a casa contestavo duramente, fuori di più. Litigavo, ma, avevo Milano come luogo di fuga, più che di studio. Crescevo, imparavo comunque, leggevo molto. Il primo lavoro nel mondo politico, il secondo pure. Con il passare del tempo aumentava la mia insofferenza, soffrivo situazioni e personaggi, non mi adattavo Ora ripenso a quel tempo e per assurdo mi ritrovo a rivedere quella politica in modo diverso, quella che almeno alla base era preferibile a questa che vivo ora. Nonostante tutto. In questi ultimi anni, si è sdoganata una cattiveria gratuita, fatta di superficialità, di ignoranza, mancanza di conoscenza storica, arroganza. La res publica pare non esistere...
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Sto leggendo un breve racconto scritto da una figlia, impotente di fronte alla richiesta della madre ricoverata, di essere portata a casa. Leggo e sto male. Leggo e ritorno a tanti anni fa. Il ricovero, obbligato, di mia mamma in una struttura. Però, non era lei a soffrire, ero io. Ci vollero la fermezza di mia sorella, molto più lucida di me, le parole dei medici, perché accettassi il tutto. Eppure ero consapevole che era quella l'unica soluzione, ma non riuscivo a metabolizzarla. Avevo vissuto i suoi momenti di panico, quelli che capitavano quando perdeva il senso del tempo, della realtà, quando la dovevo abbracciare stretta perché non si facesse male. La osservavo quando mi faceva discorsi incredibilmente lucidi sulla religione, ad esempio, che non me la facevano riconoscere, per poi chiedere la lettura di riviste misconosciute di gossip spicciolo. Viveva una sorta di bipolarismo. Ricordava le letture giovanili degli scrittori russi, quanto amava lei, An...
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Andiamo in vacanza? Non riesco a pensare a una vacanza a casa propria, anche se in località montana. Vado a prendere fresco, magari. Poi vado a fare tre lavatrici, aspirare kg di pelo siberiano doc, riempiendo due sacchetti del Folletto, cambiare un nuovo mocio per eccesso di usura, comprare due scope e palette nuove, lavare tre volte i pavimenti, semi allagando il bagno, lavare le sedie e il tavolo da giardino, rovinati dalle burrasche, colpa nostra che non li abbiamo riparati, ovvio, e fare la doccia con prelavaggio a Isi, che si è rotolata beata nell' erba bagnata All'alba l'ho rincorsa su e giù per il giardino, che è proprio una montagnetta, e niente, sono allenata, ma non ho più l'età. L'erba sembra bruciata, nonostante le tante piogge e non è bella a vedersi, ma i cespugli sono in esplosione Ho dichiarato al compagno di avventura, che le vacanze le intendo in luogo dove non fare nulla e ritrovarmi coccolata, vedesse lui Intanto mentre ritrovo un jeans e una m...