STORIE D'ESTATE
Luglio, tanti, ma proprio tanti anni fa, era il mio mese preferito. Chiusa la scuola, nessun impegno se non quello di cercare ostinatamente qualcosa di bello da leggere in pomeriggi afosi e sonnolenti. Tapparelle e scuri a creare penombra con il silenzio interrotto solo dal sibilo del ventilatore e dal mio sbriciolare il ghiaccio con un pesta bistecche, sul lavello di ceramica bianco, tanto da scheggiarlo, ma godevo delle granite con zucchero e caffè; me le sorbivo sdraiata sul pavimento di marmittoni tirato a specchio della mia camera e leggevo. Il mondo fuori non mi interessava, lo avrei intercettato dopo. Non volevo saper ricamare, come mi veniva chiesto, non mi piaceva, come non mi piacevano le chiacchiere nei cortili. Le pativo. Forse è vero che non ho saputo fare altro che quello, leggere. Di tutto. Libri giusti in tempi sbagliati, ma libri sbagliati invece ce ne sono? Forse non belli, alcuni decisamente brutti, ma ogni scritto ha una propria personalità e un pro...