C'è tempo

È tempo
È tempo di disfare l'albero, di togliere gli addobbi
Non ne ho voglia, mi sento presa da una forma perniciosa di apatia. Se da un lato, liberarsi degli orpelli natalizi, ha senso, mi infastidisce affrontare la pur minima fatica fisica necessaria per rimettere a riposo fiocchi, lucette e palline argentate.

È stato monco questo Natale, più imperfetto del solito, anche di quelli in cui, per due volte,  il Covid  mi aveva costretto a isolamento forzato. Ho dovuto posticipare gli incontri, ho ancora regali da distribuire, ho fatto regali che simsono rivelati sbagliati, incompleti, da figure barbine, per un errore del venditore e va beh, rimedierò, ma il tutto mi ha fatto pensare a un'altra occasione in cui sentirsi fuori tempo, fuori luogo e davvero fuori di testa. Un natale disordinato, antipatico, di quelli che non lasciano nulla, se non una certa amarezza

Ho letto che in molti ritengono di dover tenere addobbato l'albero sino alla Candelora, il due febbraio, data che per il cristianesimo  simboleggia il passaggio verso una nuova fase di luce e la benedizione delle candele
40 giorni, dopo il Natale, per rimediare.
40, quel  numero sacro, quello che si ripete nel simbolismo, quello del tempo di preparazione, purificazione e penitenza, legato a conversione, attesa e combattimento spirituale. Il tempo, ecco. Su questo ci giocherò.
Sul tempo, il mio, molto pagano
E qui che l'albero, diventa metafora

Ieri ascoltavo il bel brano di Fossati, "C'è tempo".
L'ho condiviso sui social, sapendo di fare cosa gradita a qualcuno e così è stato, ma io quelle parole, per mille motivi, me le sono sentite addosso, come un abito confezionato a misura. 
"...Dicono che c'è un tempo per seminare
E uno più lungo per aspettare
Io dico che c'era un tempo sognato
Che bisognava sognare delle fate
C'è un giorno che ci siamo perduti
Come smarrire un anello in un prato
E c'era tutto un programma futuro
Che non abbiamo avverato
È tempo che sfugge, niente paura
Che prima o poi ci riprende
Perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
Per questo mare infinito di gente...


Il sacro simbolismo del tempo e la sacralità del profano nel tempo
Ho sprecato tempo, ho giocato con il tempo, ne guardo lo scorrere e meravigliandomi della sua rapidità, mi spaventa la lentezza del viverlo.
Devo riacchiapparlo questo tempo, so di doverlo fare e se il lasciato è perso, nell'ora muta delle fate e cito ancora, penso a quel tempo sognato, in cui bisognava sognare.

Ho smesso di sognare da troppo, convinta da sempre che la vita più che sognata, vada vissuta, ma mi sembra di avere messo in stand by, anche il vivere. 
Occasioni abbandonate, parole taciute, incontri rimandati al mai
C'è tempo per rimediare?

"...E c'era tutto un programma futuro
Che non abbiamo avverato"





Post più popolari