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Sera

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Troppo impegnata la mente, per permettersi una botta di depressione, ma c'è quell' accenno di malinconia, i sogni sugli scaffali bene in vista e non nei cassetti, per non dimenticarli, un po' di cose antipatiche e qualche incazzatura di troppo, i soliti idioti che sparano cose come in una guerra scema, che la guerra non è mai intelligente, occhi che faticano sulle righe del cartaceo, realizzare che volere non è sempre potere, soffrire assenza di persone, soffrire la presenza di persone, il pigiama scozzese, i piedi sempre scalzi, le unghie rosse, Kenny G e il suo sax, David Gilmour e la sua chitarra, Leonard Cohen e la sua voce, la nostalgia di cose non vissute fra le parole di Locasciulli, in una fredda sera di gennaio, uguale a mille altre

PATTINI D'ARGENTO

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Rakuten Kobo, ogni giorno, mi propone una carrellata di libri, molte novità e vecchie storie da scaricare da Kobo plus, la sua enorme biblioteca multimediale Stamattina, mi si presenta "Pattini d'argento ", nato nel 1895 dalla penna di Mary Mapes Dodge, uno dei libri della mia infanzia, più amati e consumati, secondo solo alla serie delle "Piccole donne" della Alcoot Consumato per le continue riletture, con qualche pagina macchiata, perché ho sempre mangiato leggendo, che fosse il pasto solitario o una merenda: lo faccio ancora in verità. Poi la rigida copertina azzurra, tenuta insieme dal nastro adesivo. Lo ricordo ancora quel libro, chiuso in uno scatolone marcato Gondrand del mio primo trasloco, quello verso la Liguria e ancora di ritorno a Lodi, salvo poi perderne traccia La storia è nota: i fratelli Brinken, Hans e Gretel, la loro famiglia in difficoltà, il padre malato, gli amici e soprattutto le lunghe gare con i pattini sui canali ghiacciati di Amsterdam...

C'è tempo

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È tempo È tempo di disfare l'albero, di togliere gli addobbi Non ne ho voglia, mi sento presa da una forma perniciosa di apatia. Se da un lato, liberarsi degli orpelli natalizi, ha senso, mi infastidisce affrontare la pur minima fatica fisica necessaria per rimettere a riposo fiocchi, lucette e palline argentate. È stato monco questo Natale, più imperfetto del solito, anche di quelli in cui, per due volte,  il Covid  mi aveva costretto a isolamento forzato. Ho dovuto posticipare gli incontri, ho ancora regali da distribuire, ho fatto regali che simsono rivelati sbagliati, incompleti, da figure barbine, per un errore del venditore e va beh, rimedierò, ma il tutto mi ha fatto pensare a un'altra occasione in cui sentirsi fuori tempo, fuori luogo e davvero fuori di testa. Un natale disordinato, antipatico, di quelli che non lasciano nulla, se non una certa amarezza Ho letto che in molti ritengono di dover tenere addobbato l'albero sino alla Candelora, il due febbraio, data c...

Note semiserie, per un uso e non abuso dei social

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- Se incappate, sfogliando i reels, in qualche drama cino/coreano, potreste essere sopraffatti da violenze inaudite, dove la sberla, data ad caxxum, sembra essere cosa normale, quotidiana, all'interno delle dinamiche familiari, l'inginocchiamento prassi comune, le frustate un metodo diffuso di insegnamento. Mi chiedo, se corrisponda alla realtà della loro vita, se pur portata alla drammatizzazione scenica. In ogni caso, dubito e non mi piace quello che viene mostrato - Passo tempo a cliccare su crocette di chiusura di pagine, di ogni tipo, comprese quelle di strane tiktokare, in evidente sovrappeso e in chiaro stato di disagio, inviando continuamente la dicitura "non corrisponde ai miei interessi, nella vana speranza che gli algoritmi FB, vengano mossi a pietà e tornino a farmi rivedere i post dei miei contatti - Gli stati whatsapp, servono spesso per amiche che non hanno FB, e stimolano le nostre conversazioni in chat, più o meno serie, ma ancora più spesso sono utili a...

Buongiorno

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Ieri sera, attesa dello scoccare della mezzanotte, con stravaccamento che voleva essere tattico sul divano, ma invece no, in  stato di semincoscienza, con Isi ansimante e incollata a me, televisore con volume per audiolesi, o comunque in grado di rendere sordi davvero. Aggiungo un marito che,  conscio della mia iperacusia si scusava ogni due per uno; io desiderosa di lettura, con nervosismo esponenziale, insultavo il mondo intero, soprattutto alcuni vicini e in modo pesante. A volte non sono una signora, ma si risveglia lo scaricatore di porto che c'è in me  Peggio, poi,  la voce che mi arrivava e giuro non guardavo quell'orridume, era quella del falsetto dei Cugini di Campagna o della Berti. Altri non pervenuti, forse neomelodici Stavamo per festeggiare il 2026 e la TV pubblica, propinava roba, che nemmeno i miei genitori avrebbero ascoltato.  È uno scherzo del mio stato di narcosi, mi dicevo e invece no. Alla fine, spento l'inutile elettrodomestico,  mi s...

DECLUTTERING

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Ogni fine anno, come ogni inizio ha necessità di una parola che lo identifichi, lo timbri Per queste ultime ore del 2025, uso un termine inglese: decluttering Ho già avuto modo di dire che ho iniziato l'ultimo mese in cui i miei anni, inizieranno con il numero.6. Poi sarà il 7 La pesantezza degli anni, dovrà bilanciarsi necessariamente con una leggerezza di intenti, di cose, di relazioni Se viene facile buttare oggetti, possibile declinare intenti sobri, molto meno lo è allontanare le persone. Molte volte è doloroso. Lo è persino quando mi trovo a farlo sui vari canali social In questa fase di vita, è facile piangere amici che se ne sono andati e  per non perderli ancora, mantengo il loro profilo social;  mi blocco, diventa complicato cliccare sul tasto "elimina", per altri, vicini, ma so che va fatto Nella vita reale, chiunque abbia intrecciato il suo percorso con il mio, ha lasciato qualcosa e spesso, si è portato via molto di più. Succede anche sui social: ci si ...

25 dicembre, mattina

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Sono le 4, scendo in cucina, cercando di non fare rumore, o almeno ridurlo al minimo, ma la forma particolare della mia casa, unito al silenzio dell'alba tende ad amplificare tutto Mi accorgo che il ginocchio che dalla fine dell'estate, mi da tormento, è piuttosto sciolto, non ha la solita rigidità: buon natale mi dico sorridendo. In cucina, sul tavolo, il mostro, come chiama mio marito il frullatore: devo preparare la crema di funghi e non voglio usare il minipimer a immersione. Ho già pronta la doppia frusta, ma sono ancora indecisa se preparare lo zabaione classico, oppure una crema di mascarpone, con panna e senza uova,  al sapore di arancia: valuto l'impatto calorico, glucidico e soprattutto temporale. Cosa mi Impegnerebbe meno? Non voglio sottrarre troppo tempo alla famiglia, e poi perché penso a cosa possa fare più o meno bene, proprio  oggi? In una vita a dieta, ci può stare lo sgarro natalizio e me lo ripeto mentre inghiotto i miei soliti biscotti "pucciati...