DECLUTTERING
Ogni fine anno, come ogni inizio ha necessità di una parola che lo identifichi, lo timbri
Per queste ultime ore del 2025, uso un termine inglese: decluttering
Ho già avuto modo di dire che ho iniziato l'ultimo mese in cui i miei anni, inizieranno con il numero.6. Poi sarà il 7
La pesantezza degli anni, dovrà bilanciarsi necessariamente con una leggerezza di intenti, di cose, di relazioni
Se viene facile buttare oggetti, possibile declinare intenti sobri, molto meno lo è allontanare le persone. Molte volte è doloroso. Lo è persino quando mi trovo a farlo sui vari canali social
In questa fase di vita, è facile piangere amici che se ne sono andati e per non perderli ancora, mantengo il loro profilo social; mi blocco, diventa complicato cliccare sul tasto "elimina", per altri, vicini, ma so che va fatto
Nella vita reale, chiunque abbia intrecciato il suo percorso con il mio, ha lasciato qualcosa e spesso, si è portato via molto di più. Succede anche sui social: ci si ritrova, a distanza di anni, di lontananze fisiche, e di questo sarò sempre riconoscente a mr Zuckerberg e alla sua geniale invenzione, ma poi anche qui, forse di più, mi costringo a mettere filtri. Qualcuno, diventa una sorta di guardone, dove il buco della serratura, è ad esempio FB, spesso lo stato WhatsApp, ma anche il veloce Instagram. I ghosts, terribili personaggi
Il mondo social, è speculare a quello reale: ci sono gli amici, i conoscenti, i parenti, i compagni di scuola. Questi ultimi, sono un po' come parenti: si conoscono da sempre, non hai necessità di raccontarti, alcuni sono più simpatici di altri, con qualcuno ci si continua a guardare storto, come già all'asilo.
Poi, quelli che chiamo compagni di avventura. Stesse idee, stessi percorsi politici. Una necessaria coabitazione social e sociale, al di là delle simpatie personali. Molti hanno capacità di insegnamento, li apprezzo, li ascolto, imparo
I conoscenti, ma con qualcosa in più, un asterisco per l'empatia, la simpatia naturale, con cui ci si approccia. Mi piacciono molto. La strada è aperta per una vera amicizia
Poi, c'è chi ha avuto un ruolo importante nella vita reale, inevitabilmente con ripercussioni in quella virtuale, che è si è portato via quel troppo, e ha lasciato terra bruciata per totale incapacità di comprendere le dinamiche amicali. Per paura, forse. Il peggio, la pusillanimità fatta carne, le persone, non del do ut des, ma quelli del "vae victis", guai ai vinti, credo si dica così. Quelle del Io prendo e amen. Quelli del "importante è che stia bene io"
Decluttering allora.
I miei tanti anni, la mia stanchezza e per contro la mia voglia di essere, di fare, di dare a pochi.
Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d'accordo con tutti" diceva il buon Friedrich Nietzsche.
Per queste ultime ore del 2025, uso un termine inglese: decluttering
Ho già avuto modo di dire che ho iniziato l'ultimo mese in cui i miei anni, inizieranno con il numero.6. Poi sarà il 7
La pesantezza degli anni, dovrà bilanciarsi necessariamente con una leggerezza di intenti, di cose, di relazioni
Se viene facile buttare oggetti, possibile declinare intenti sobri, molto meno lo è allontanare le persone. Molte volte è doloroso. Lo è persino quando mi trovo a farlo sui vari canali social
In questa fase di vita, è facile piangere amici che se ne sono andati e per non perderli ancora, mantengo il loro profilo social; mi blocco, diventa complicato cliccare sul tasto "elimina", per altri, vicini, ma so che va fatto
Nella vita reale, chiunque abbia intrecciato il suo percorso con il mio, ha lasciato qualcosa e spesso, si è portato via molto di più. Succede anche sui social: ci si ritrova, a distanza di anni, di lontananze fisiche, e di questo sarò sempre riconoscente a mr Zuckerberg e alla sua geniale invenzione, ma poi anche qui, forse di più, mi costringo a mettere filtri. Qualcuno, diventa una sorta di guardone, dove il buco della serratura, è ad esempio FB, spesso lo stato WhatsApp, ma anche il veloce Instagram. I ghosts, terribili personaggi
Il mondo social, è speculare a quello reale: ci sono gli amici, i conoscenti, i parenti, i compagni di scuola. Questi ultimi, sono un po' come parenti: si conoscono da sempre, non hai necessità di raccontarti, alcuni sono più simpatici di altri, con qualcuno ci si continua a guardare storto, come già all'asilo.
Poi, quelli che chiamo compagni di avventura. Stesse idee, stessi percorsi politici. Una necessaria coabitazione social e sociale, al di là delle simpatie personali. Molti hanno capacità di insegnamento, li apprezzo, li ascolto, imparo
I conoscenti, ma con qualcosa in più, un asterisco per l'empatia, la simpatia naturale, con cui ci si approccia. Mi piacciono molto. La strada è aperta per una vera amicizia
Poi, c'è chi ha avuto un ruolo importante nella vita reale, inevitabilmente con ripercussioni in quella virtuale, che è si è portato via quel troppo, e ha lasciato terra bruciata per totale incapacità di comprendere le dinamiche amicali. Per paura, forse. Il peggio, la pusillanimità fatta carne, le persone, non del do ut des, ma quelli del "vae victis", guai ai vinti, credo si dica così. Quelle del Io prendo e amen. Quelli del "importante è che stia bene io"
Decluttering allora.
I miei tanti anni, la mia stanchezza e per contro la mia voglia di essere, di fare, di dare a pochi.
Ed è così, con una facilità disarmante che si ritorna sconosciuti (semicit)
