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Mi ritrovo a pensare se davvero,  l'ultimo periodo di parvente serenità,  non lo abbia vissuto in lockdown, nel 2020 Questa mattina, all'alba proprio, mi sono ritrovata a guardare un piccolo video dell'epoca: sotto la tardiva neve, il mio terrier che si gode nel giardino la sua ultima nevicata. Ultima neve di primavera e viene da ricordare il titolo di un vecchio film Chiusi in casa per effetto della pandemia, in montagna, la casa piccola, un discreto giardino, nulla Intorno.  Il silenzio che avvolgeva tutto, come una cappa pesante. Il silenzio che aveva assunto fisicità, era diventato corporeo. Gli unici vicini, erano in realtà lontani e ci si poteva parlare quando passavano in auto per le uscite obbligate I cavalli, che nelle giornate discrete, uscivano a pascolare, con l rumore delle galoppate libere e il loro raro nitrire amplificati Ho amato quel mio isolamento, che per una volta, una sola, non doveva essere giustificato. No, ho amato proprio non dover spiegare perch...
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Ci ho provato a buttare la polvere sotto il tappeto, accumulandone in grande quantità. Tutto sembrava così  pulito. In fondo cosa ci vuole a nascondere ciò che non si vuole vedere? Per mesi a ignorare il disagio, il malessere Un vago senso di inadeguatezza, i tentativi di darmi andare bene ciò che detesto, gli scatti di rabbia, la mancanza di sonno Le cuffie con la musica a volermi isolare, a rendermi sorda alle parole di chi mi stava mettendo in guardia Le rassicurazioni mie alle amiche che dicevano tanto Le scazzate al compagno di vita, preoccupato dal mio eccessivo nervosismo Mille libri aperti, pochi apprezzati, molti abbandonati. La voglia di prenderne alcuni e buttarli nel fuoco, come Pepe Carvalho: a cosa mi sono serviti? Ora non mi dicono nulla!  Troppi caffè. Ci sarebbero state bene anche le sigarette. Nel fumo, in un'altra vita soffocavo i malesseri. Mi sentivo come Zeno Cosini del libro di Svevo Ecco, troppe vite vissute, troppe schegge del passato che feriscono il ...
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Amo scherzare sulla giornata di San Valentino, un po' perché sono diversamente romantica, molto perché mi mette in serio imbarazzo.  Non ho mai festeggiato, sebbene abbia ricevuto qualche omaggio, nel corso dei miei tanti anni. Ancora più a disagio, allora Ho un problema con i sentimenti, che per me sono vere pietre di Inciampo, che obbligano a fermarmi, a riflettere. Per anni, mi sono convinta di soffrire di anedonia, ma pare che non sia così,  sebbene le idee siano  confuse da richiedere l'intervento di uno psicocoso Ascolto musica o brani che sanno struggermi, mi commuovo di fronte al dolore di un amica, scaccio le lacrime se qualcuno mi fa sentire amata e si preoccupa per me. Io mi preoccupo sempre troppo per gli altri; mi ripeto che queste sono forme di affetto, amore, sentimento. Credo, ma non so se mi piacciono, perché sicuramente mi fanno sentire debole, più fragile e io non voglio esserlo, non voglio essere ferita. Se ami e perdi, in qualsiasi modo, stai male, da...
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Ė il Blue Monday e in effetti, sarà, ma il mio umore è piuttosto  black, anche se ci sono periodi in cui il Blue è every day.  Sarà, così mentre decido che devo osare un po' di casalinghitudine metto come colonna sonora una playlist anni 70, molto italiana. Ho smesso velocemente i lavori e sono sprofondata sul divano e nei mei anni settanta,  I Dik Dick, chi se li ricordava più con le loro cover? Mina, un azzardo datato, ma accidenti a quei brani. Battisti, il treno delle 7,40 anche se il mio per la Milano scolastica era alle 6,40 e quel "Mi ritorni in mente": beh, tornano troppe cose in mente e non sempre mi piacciono.  La voce caratteristica di Demis Roussos e sono subito le cinque con pioggia e lacrime, Rain and tears. I pugni chiusi di Demetrio Stratos struggono e su "Se perdo te" della Strambelli mi blocco. Entra in gioco un po' di Baglioni con quel suo "E Tu" e poi più.  Oh oui, je t'aime Moi non plus Oh, mon amour, i lenti del pomeriggio...
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Mi osservo nelle mie azioni quotidiane, nell'accettare questo mio essere, ogni giorno Sono disordinata, molto e i miei passaggi lasciano il caos. "È esplosa una bomba in questa stanza?" Urlava così la genitrice e il compagno di vita si arrabbia da decenni. Perdo oggetti preziosi, lascio tutto dove capita. Stranamente la mente, al contrario, si mantiene ordinata, lucida Il mio ragionare è comunque troppo veloce rispetto alla lingua parlata: esterno, già elaborando altro e do per scontato che i miei interlocutori siano allineati, ma non sempre succede. Mi scuso, freno, ricomincio.  Mi impongo di parlare con calma ed è un esercizio duro. La scrittura mi è più congeniale, ha tempi diversi e permette di comprendere. Rendo fisici i pensieri.  Quando realizzo che i discorsi si fanno troppo intricati e possono avere fraintendimenti, scrivo. Le parole allora hanno senso diverso, chiarezza e incisività.  Succede che mi si legga un po' cinica e indifferente. Lo sono stata a volt...
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Siamo n̈el 2025 dovrò abituarmi a questo nuovo numero finale Sono scesa, come sempre all'alba, avendo pur dormito ancora meno del solito, ma ero in tenuta festaiola, con scarpette rosse e maglioncino tono su tono, invece della solita felpaccia o del cardigan usurato che invoca il pensionamento. Outfit che avevo indossato anche al mio aperitivo casalingo di ieri sera, ospiti mio marito, io e la loppide. Aperitivo da bar di periferia, che era un cenone: niente brindisi, ma un americano deca, una tisana allo zenzero, che male non fa, poi un tranquillante per Isi, in dose adeguata al suo peso come da indicazioni veterinarie. Per coprire il sottofondo guerrafondaio, musica a volume da sordità e tutte le giaculatorie conosciute e anche inventate. L'ordinanza comunale che avrebbe vietato i botti, tanto osannata e condivisa, aveva chiara la postilla che ne derogava l'uso dalle 23 all'una am. Ponzio Pilato era campione di responsabilità al confronto. Comunque sia in Cadorna, all...
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Tempo di bilanci annuali Un anno come un libro, con personaggi e le loro storie, piccoli accadimenti e grandi rivoluzioni: parafrasando un titolo che ho molto amato "La vita perduta" di Elio Chinol, il mio anno si potrebbe chiamare "La vita ritrovata", anche se andrebbe a intrecciarsi davvero con la vita perduta, quella di un tempo, quella che avevo messo in stand by per affrontare altro Nel pomeriggio di ieri, fino a tarda sera, si è consumato un capitolo riassuntivo. Telefonate, uscite veloci, incontri e caffè nella mia cucina, il pensatoio familiare, tante chat alla sera per definire un nuovo incontro oggi, una telefonata lasciata in attesa, che andrà ripresa per un nuovo per progetto: la quasi quotidianità di questi ultimi mesi. Se Elio Chinol fa parlare in Veneto i suoi protagonisti, qui sento risuonare dialetto e cadenza lodigiana, idioma natale, con il mio accento ancora intriso di suoni modenesi Una piccola avventura padana su una strada vecchia, ma lastrica...