Ė il Blue Monday e in effetti, sarà, ma il mio umore è piuttosto black, anche se ci sono periodi in cui il Blue è every day. Sarà, così mentre decido che devo osare un po' di casalinghitudine metto come colonna sonora una playlist anni 70, molto italiana. Ho smesso velocemente i lavori e sono sprofondata sul divano e nei mei anni settanta, I Dik Dick, chi se li ricordava più con le loro cover? Mina, un azzardo datato, ma accidenti a quei brani. Battisti, il treno delle 7,40 anche se il mio per la Milano scolastica era alle 6,40 e quel "Mi ritorni in mente": beh, tornano troppe cose in mente e non sempre mi piacciono. La voce caratteristica di Demis Roussos e sono subito le cinque con pioggia e lacrime, Rain and tears. I pugni chiusi di Demetrio Stratos struggono e su "Se perdo te" della Strambelli mi blocco. Entra in gioco un po' di Baglioni con quel suo "E Tu" e poi più. Oh oui, je t'aime Moi non plus Oh, mon amour, i lenti del pomeriggio...
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Mi osservo nelle mie azioni quotidiane, nell'accettare questo mio essere, ogni giorno Sono disordinata, molto e i miei passaggi lasciano il caos. "È esplosa una bomba in questa stanza?" Urlava così la genitrice e il compagno di vita si arrabbia da decenni. Perdo oggetti preziosi, lascio tutto dove capita. Stranamente la mente, al contrario, si mantiene ordinata, lucida Il mio ragionare è comunque troppo veloce rispetto alla lingua parlata: esterno, già elaborando altro e do per scontato che i miei interlocutori siano allineati, ma non sempre succede. Mi scuso, freno, ricomincio. Mi impongo di parlare con calma ed è un esercizio duro. La scrittura mi è più congeniale, ha tempi diversi e permette di comprendere. Rendo fisici i pensieri. Quando realizzo che i discorsi si fanno troppo intricati e possono avere fraintendimenti, scrivo. Le parole allora hanno senso diverso, chiarezza e incisività. Succede che mi si legga un po' cinica e indifferente. Lo sono stata a volt...
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Siamo n̈el 2025 dovrò abituarmi a questo nuovo numero finale Sono scesa, come sempre all'alba, avendo pur dormito ancora meno del solito, ma ero in tenuta festaiola, con scarpette rosse e maglioncino tono su tono, invece della solita felpaccia o del cardigan usurato che invoca il pensionamento. Outfit che avevo indossato anche al mio aperitivo casalingo di ieri sera, ospiti mio marito, io e la loppide. Aperitivo da bar di periferia, che era un cenone: niente brindisi, ma un americano deca, una tisana allo zenzero, che male non fa, poi un tranquillante per Isi, in dose adeguata al suo peso come da indicazioni veterinarie. Per coprire il sottofondo guerrafondaio, musica a volume da sordità e tutte le giaculatorie conosciute e anche inventate. L'ordinanza comunale che avrebbe vietato i botti, tanto osannata e condivisa, aveva chiara la postilla che ne derogava l'uso dalle 23 all'una am. Ponzio Pilato era campione di responsabilità al confronto. Comunque sia in Cadorna, all...
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Tempo di bilanci annuali Un anno come un libro, con personaggi e le loro storie, piccoli accadimenti e grandi rivoluzioni: parafrasando un titolo che ho molto amato "La vita perduta" di Elio Chinol, il mio anno si potrebbe chiamare "La vita ritrovata", anche se andrebbe a intrecciarsi davvero con la vita perduta, quella di un tempo, quella che avevo messo in stand by per affrontare altro Nel pomeriggio di ieri, fino a tarda sera, si è consumato un capitolo riassuntivo. Telefonate, uscite veloci, incontri e caffè nella mia cucina, il pensatoio familiare, tante chat alla sera per definire un nuovo incontro oggi, una telefonata lasciata in attesa, che andrà ripresa per un nuovo per progetto: la quasi quotidianità di questi ultimi mesi. Se Elio Chinol fa parlare in Veneto i suoi protagonisti, qui sento risuonare dialetto e cadenza lodigiana, idioma natale, con il mio accento ancora intriso di suoni modenesi Una piccola avventura padana su una strada vecchia, ma lastrica...
AGAIN
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Ho uno stiramento dell'adduttore, fatto mentre rincorrevo Isi per le scale: decisamente non sono un ghepardo e nemmeno una gazzella, poi ho anche una certa età. Il menisco è in tilt, uso il tutore al momento, poi si vedrà. Sto ore al telefono fra chat e chiamate, la casa fa piuttosto schifo, ma decido che è tempo di preparare l'albero; mio marito brontola, si affanna e mi porta il tutto, che non è tutto, perché mancano decorazioni. Si potrebbe scrivere un thriller sulle palline natalizie che spariscono ogni anno. Lui, il compagno, da consigli, ma il suo senso estetico non è dei migliori. Il mio è discreto, ma pecco in manualità, sono ipercritica e non mi piace quello che vedo. Sono al cell con mia cugina, guardo il risultato commentando e mentre parlo, insultando il mondo intorno a me, va beh, mi conosce e non ci fa caso, riesco a cercare nuove decorazioni su Amazon e ordinarle. Vendono anche deodoranti al profumo di abete da spruzzare sui rami finti: cerco di ricordare il prof...
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Un Lunedì all'alba, con la burda, la nostra nebbia padana a rendere ovattato il mio piccolo mondo antico. La notte con più risvegli ansiosi che sono la somma di troppa insonnia. di troppo tempo senza riposo Scendo le scale sperando di non cadere, cerco di arrivare al tastierino dell'allarme e ci rinuncio. Lo farò dopo, basta ricordarlo per non far svegliare il vicinato, ma pa solita spalla bloccata, mi consente un'attività da bradipo. Veloce colazione e rifletto, malamente purtroppo. Ecco non sopporto la cattiveria e ci sta, ma mi fa paura quella che si traveste di gentilezza, quella degli occhietti che si socchiudono mentre si parla, quella del sorrisetto sghembo del io sono, ma tu non credo possa esserlo, quella della supponenza che fa credere intelligenti, veri fuoriclasse. Ho imparato che non c'è peggior malanimo in un cretino che si crede intelligente. Mi salvo da questi, fingendomi stupita, in una una sorta di stupidità che li rallegra, li fa credere dei geni, qu...
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Un trasloco e il cambio di regione, di città, da una ducale, importante a una cittadina della bassa, conosciuta per la lunghezza del nome, ma che è nel bene e nel male la mia, quella dove posso camminare sulle orme che furono dei miei familiari. C'è un antica orazione buddhista che invita a ripercorrere i passi che furono dei nostri avi, così da averli sempre con noi e non smarrirsi. Lo faccio. Comunque sia il cerchio andava chiuso e la chiusura la potevo trovare solo qui La scomparsa di Francesco, nel pieno delle nostre trattative, quando suo fratello lo coinvolgeva spiegandogli case e cose; poi inevitabile la chiusura della sua casa, mettere mano nelle sue cose. È qui il peso più grande, il peso del vuoto Ne parliamo a fatica mio marito e io, ci si spezza la voce, meglio il silenzio, sappiamo. Che mesi! In poco più di un anno di tutto, persone ritrovati, ma anche sparite e impari ancora che non fidarsi è sempre giusto, il coinvolgimento nella vita politica e sociale, scopr...