Mia sorella, praticante *nasò*, mi ha iscritto a un gruppo di appassionati aspiranti profumieri. Mi si è aperto un mondo e, ammetto mi sto divertendo e incuriosendo. Imparo che anche i profumi, come i migliori vini, vanno lasciati a decantare. Ho sempre amato certe note, che diventavano inevitabilmente il *mio profumo*, preferibilmente ambrate, a cui aggiungere il gelsomino magari, per scoprire che l'essenza che più usavo ed è ormai introvabile, aveva accenti intensi di tuberosa. Non riuscirò mai a captare gli accenni di pepe nero o rosa, quella sfumatura di fiori del deserto, di cumarina eh boh quei sentori di cognac o di neroli, ma anche di cherry. Riconosco a malapena le note legnose, fruttate o floreali. Mi perdo, ci vuole davvero tanto naso e dopo l'ultimo covid natalizio, che mi ha negato per qualche giorno l'olfatto, da quel lato sono ancora in riabilitazione e mi dovrò esercitare. In quei giorni, terrorizzata, ho passato ore ad annusare i miei oli essenziali e non...
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PERCORSI
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Sono stata una bambina curiosa che poneva domande scomode, troppo. La risposta più frequente, era una sberla con "è così e basta!", ma capisco che mia mamma non aveva strumenti, non capiva, ero non facile, impertinente e rifugiarsi nel dogma era per lei l'unica via Le domande sono state tante, le risposte nulle o assurde, per lo più sgridate, anche da chi avrebbe potuto indirizzarmi. Ho smesso di chiedere agli altri e ho cercato da sola per anni le risposte, nei libri soprattutto, ma confrontandomi con chi gli strumenti invece li possedeva. Una strada in salita. Se a 14 anni per salvarmi avevo fatto la scelta scellerata di una scuola ancora più scellerata, ma che mi ha messo a confronto con un meraviglioso crogiuolo di idee, se a 27 ho deciso che dovevo acchiappare l'occasione che il lavoro offriva e sfuggire a una realtà soffocante, nella tarda maturità ho capito che il percorso purché tortuoso ne è valso il cammino, anche se di fronte a certi atteggiamenti, rimango...
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C'è stato il tempo delle sciocchezze, quello che chiamano delle mele, dei sogni, della vaghezza, ma anche delle grandi delusioni; poi venne il tempo della ribellione e quello in cui per sopravvivere ed evitare stragi, la ribellione era solo nel pianto, nel groppo in gola e nelle lacrime facili. Volevo essere da tutt'altra parte, sapevo di poter fare altro e di essere altro, ma ecco andavo a sbattere ovunque, con bastoni che mi trovavo fra i piedi e nelle aspettative degli altri, mi ammaccavo, arrancavo e soffrivo. La crescita è stata difficile, la vita non mi ha risparmiato proprio nulla, ma ho cominciato a piangere sempre meno, poi più. Alla fine ci si prosciuga, si fanno scelte drastiche, si tagliano rapporti, come rami secchi; la solitudine che mi era stata imposta, è diventata amica. Alle chiacchiere, preferisco i lunghi silenzi, ma le mie lotte le faccio a muso duro: mi dicono che sono stronza e forse un po' lo sono diventata, ma come non critico le scelte altrui, vog...
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Fine anno Tempo di bilanci, di propositi, di promesse, di speranze Il pregresso: alla fine del 2021 le prime crepe e già si intravedevano lame di luce. Nel 2022 la demolizione ad aprire varchi, dove avevo costruito muri Nel 2023 il rinnovo Tutto a un prezzo elevatissimo, perché ogni fatto è costato fatica, inciampi, fughe, ritorni, caos, tanto caos Tiro le somme. Ho avuto molto, ho perso troppo Sto ancora cercando di riparare danni, causati da imperizia e da quel mio essere totalmente maldestra con i sentimenti. Inciampo da sempre nei sentimenti, nei rapporti con gli altri. Ferisco e vengo ferita, senza che io lo voglia davvero Vivo in un mondo totalmente imperfetto e questo 2023, ne è stato copia conforme. Il libro mastro della mia vita, farebbe impazzire qualsiasi ragioniere dell'anima. Ad ogni azione perfettamente teorizzata, ne consegue una messa in pratica disastrosa. Dove ci potevano essere sorrisi, ho trovato lacrime, ma dove non pensavo ho scoperto leggerezza e risat...
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Il mio paese, Casalpusterlengo: non è mai stato bello, anche se prima dei famigerati anni sessanta, era dotata di una gradevole piazza, la più bella del Lodigiano, dicono. Ora non più. In questo paese, ho deciso di tornare a vivere, dopo 41 anni In questo paese conosciuto per il buffo, lungo nome, che dicevano avesse un cartello di uscita che tagliava in due l'autostrada. Era il paese nominato da comici antichi come Gino Bramieri e più recenti come Gene Gnocchi Qualcuno ricordava la Torta, la tùrta de Casal, mitica frolla senza uova, fortificata dal ripieno con amaretti e frutta. Poi il 2020, il Covid, la prima zona rossa e i tanti morti Il paese era su tutti i network nazionali e nessuno, in quel frangente, avrebbe voluto esserci. Il monumento di sassi, con troppi nomi è qui chiedere di non dimenticare, anche se riuscirci, sarebbe impossibile Ora si è tornati su tutti i quotidiani, a causa di una maxi rissa scoppiata o molto più facilmente organizzata da bande rivali. Tutti ragaz...
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A Modena, dopo un'assenza di tre mesi Poche ore, in realtà. Una toccata e fuga necessaria, con il tempo passato più in auto, che quello impiegato a calpestare il suolo dell'antica Mutina Gi, impegnato in burocraticismi, Isi e io a coccolarci da Michela. Sotto casa, la nostra vecchia casa. Isi, da subito tirava per entrare nel portico. Non si spiegava perché non la portassi su e provate a spiegare a una cagnetta che in quella casa, noi non abitavamo più In verità, lo dicevo a me stessa È salito mio marito, dai nuovi proprietari, per ritirare documenti. E tornato stordito: di fatto l'appartamento è tornato negli anni 70. Ricostruiti i muri, abbattuta la nostra libreria, chiusi gli spazi "Non avresti retto", mi dice, "tutto troppo pesante per te". Amo le contaminazioni, con moderno ad alleggerire l'antico, gli spazi aperti, cornici e non porte, cosa che avevo fatto con le ristrutturazioni. Mi spiace, soprattutto perché l'arch. Borrello e gli artig...
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Credo che nella vita sia necessario scegliere. Sempre. Ce lo dobbiamo per la nostra dignità, per rispetto soprattutto a noi stessi. Scelgo da sempre, non sto mai nel mezzo, non ne sono capace. Il "sì, però..." non fa per me. Non tengo il piede in due scarpe. Forse estremizzo, mi rendo antipatica. Scelgo, nella mia vita privata, in quella sociale, in politica. Non accetto dogmi, mistificazioni, menzogne. Non sopporto chi trascina e lede la buona fede Non mi accontento. Soffro, magari, perché le scelte costano. Rinuncio anche alle persone, a cui posso voler bene, ma che rappresentano ciò che ho in odio. Certi comportamenti fanno si che la mia stima nei loro confronti cada a dei livelli minimi Link postati sulla mia pagina che non riesco a interpretare, o meglio, non capisco dove vogliano a dare a parare le persone che li postano. Dicono tutto o lo stesso contrario, oppure le parole, smentiscono i loro comportamenti, ed è terribile. Ecco, scegliere chi essere è una cosa, ma es...