La difficoltà di essere se stessi è davvero enorme. Spesso è un combattimento all'ultimo sangue, una lotta impari, perché ci sarà sempre chi tenterà di schiacciarti, di omologarti alla propria idea di vita, al pensiero unico deciso, magari, in famiglia e questa è davvero la peggiore crudeltà. Faranno leva sui sensi di colpa, un classico. Ne faranno una questione di coscienza, ma di chi, poi non si sa: la loro? Non la nostra Comunque vada la battaglia, la mente sarà ferita, rimarranno cicatrici a ricordo, anche una certa insicurezza di fondo, tanta stanchezza, ma ne sarà valsa la pena A volte, purtroppo, non resterà altra scelta che la fuga; va bene anche quella, pur di non soccombere. Non si tratterà di codardia, ma di salvezza. Diceva Tagore che non si può attraversare il mare solamente guardando le onde, così sarà necessario buttarsi e nuotare al largo, senza sicurezza, cercando altre sponde Poi, arriverà il giorno in cui sempre a testa alta, si cercheran...
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MANI, FILI E RICAMI
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Sono le 2,30 am. Isi, come al solito mi strappa a un sonno pur troppo leggero e anche troppo inquieto. La accompagno in cucina e ne approfitto per aprire le porte finestre e far entrare un po' di aria fresca. In realtà è umidiccia, odora ancora di pioggia, del nubifragio che si è scatenato ieri in serata. Dovrò contare i danni, non appena sarà possibile: bisognerà asciugare e capire come mai lo scarico del terrazzino non abbia funzionato Sono davvero stanca, gli occhi bruciano. Vorrei dormire ancora, vorrei soffocare i miei pensieri molesti, ma mi ritrovo a scorrere la rassegna stampa. Concita de Gregorio ha scritto qualche riga che mi attrae, descrivendo una suite di un famoso hotel, che contiene abiti destinati alle star del cinema e messi a disposizione dei più famosi couturier. Milioni di euro in tessuti nelle mani di tre signore e guardati a vista da addetti alla sicurezza, ovviamente. Tre signore e mi raffiguro le tre fate madrine, mentre la giornalista rappresenta una cenere...
TERRA FERITA
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Era il 20 maggio 2012 Fu una violenta ondulazione del letto a svegliarci. Sulla sveglia lampeggiava l'ora: 1,13. Poi ancora verso le 2. Ormai i nostri sensi erano in allerta e in chat si cercavano informazioni fra vicini e amici. Stavamo tutti bene. Impauriti, ma salvi. Sembrava tutto calmo, ma pochi minuti dopo le 4, qualsiasi cosa intorno a noi riprese a muoversi. Questa volta il magnitudo era del 6 grado. Presi Winston, il mio terrier paralizzato dal terrore e lo portai con me sotto il tavolo del soggiorno. La casa, sembrava non aver subito danni evidenti: era caduto solo qualche libro. Poi, finalmente sembrò tutto placarsi. Rimaneva quella sensazione di sbandamento, di instabilità, come dopo un attacco di labirintite. Fu una settimana relativamente tranquilla. Non era la prima scossa nel modenese, per cui ci si aspettava la naturale scia sismica Era il 29 maggio 2012 Come sempre verso le 8,30 ero in passeggiata mattutina con Winston, che trascinava verso il g...
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Ma di cosa parlate durante quelle lunghe telefonate? Di tutto Delle nostre diversità Di sogni, perché anche le vecchie ragazze sognano Di libri, di pensieri liberi e versi sciolti. Di parole scritte a penna su fogli volanti, di frasi lasciati in notes nel computer Di erbe come antiche streghe buone Di noi, del nostro passato Di noi, del nostro futuro Di risate Di pianti Di paure Di gioie Di dolori che non se ne andranno mai Di debolezze Di coraggio Di errori, rabbie ed emozioni Di altri? No, lasciamo fuori i sentito dire. Ci siamo già fatte male, abbiamo fatto sì che ci facessero male. Qualunque cosa dovesse accadere, saranno solo le nostre voci a parlarsi. In sottotono, morbide e rotonde che tutto altrove, è solo stridio
FRANCESCO
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💔Sono entrata nella tua famiglia quando eri ancora un ragazzino. Avevamo in comune una passione per la lettura e ti ho fatto conoscere un autore, Cesare Pavese, che avresti portato come tesina alla maturità: 60/60 e non poteva essere diversamente, perché anche a scuola eccellevi. Pochi giorni dopo il mio matrimonio, la tua partenza per la naja: Car ad Albenga e mesi a Sequals, in Friuli. Ti scrivevo, me lo chiedevi e tu rispondevi raccontandomi le tue avventure. Fu in quel periodo che scampasti fortuitamente a un incidente che costò invece la vita a un tuo amico. Ti occupasti per anni dei genitori di quel ragazzo. Non avevano altro che la tua compagnia. A volte, invece, trovavi il tempo per rilassarti qualche giorno a casa nostra, a Chiavari. Passeggiavamo noi due sul lungomare, con Chiara piccolissima, spesso in silenzio. Andava bene così. Il silenzio, lo sapevamo, dice molto Arrivarono gli anni con Fratel Ettore e gli ultimi della Stazione Centrale di Milano. In una fredd...
CONTROPENSIERO
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Forse ho trovato quella chiave di lettura, che mi ha consentito di socchiudere prima e spalancare poi, la porta che si affaccia alla vita. Ora, alla mia età. Eppure è così Decenni di chiusura mentale, pur con tentativi di capovolgere il pensiero, usando quello che alcuni analisti chiamano "healing yes" e altrettanti di rifiuto inconscio Decenni a tacitare pensieri, mediando con quella voglia perenne di andare altrove, perché ero comunque cosciente che solo là, in quel altrove comunque incerto, avrei trovato una sorta di quiete Decenni di fuga fra le parole di qualche migliaio di libri, chiusa in una mia stanza, dove a nulla e a nessuno era permesso entrare Poi, la svolta. Contro. Contro di me, soprattutto. Contro quel lasciarsi sopravvivere. In una rivoluzione contro quegli stereotipi che mi ero imposta. Per quieto vivere, per non ferire, anche se consapevolmente ferita a morte ero io. Un attimo, un istante per non soccombere. Con fatica, curo le mie piaghe, in u...
TUMULTO
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L'appartamento modenese è ufficialmente sul mercato. Compito mio sistemare, togliere, aggiungere, pulire, scartare o scegliere mobiletti, quadri, oggetti per rendere la casa visitabile Ogni cosa che mi capita in mano è un pezzetto di passato, un piccolo ricordo di qualcuno, di un viaggio, di Winston: questa mattina giocherellavo con un vecchio guinzaglio di Winston e mi sono commossa. Lui, il mio piccolo Sir, amava questa casa, certo più di me. Dallo stereo, intanto, uscivano le note, le parole di un vecchi brani e tutto il tumulto che avevo dentro è sfociato in pianto, non so quanto liberatorio, ma era dal 2009 che non piangevo cosi. Lo ricordo bene, quell'anno mi ha prosciugata Troppe cose, mi sono detta, troppi sentimenti che devo imparare a gestire un po' più razionalmente. Sentimenti e raziocinio? Un ossimoro! Continuo togliendo qualche foto incorniciata. Ce ne sono troppe e sono estremamente personali. Ritroveranno visibilità nella nuova casa. Quale casa? La decision...