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TUMULTO

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L'appartamento modenese è ufficialmente sul mercato. Compito mio sistemare, togliere, aggiungere, pulire, scartare o scegliere mobiletti, quadri, oggetti per rendere la casa visitabile  Ogni cosa che mi capita in mano è un pezzetto di passato, un piccolo ricordo di qualcuno, di un viaggio, di Winston: questa mattina giocherellavo con un vecchio guinzaglio di Winston e mi sono commossa. Lui, il mio piccolo Sir, amava questa casa, certo più di me. Dallo stereo, intanto, uscivano le note, le parole di un vecchi brani e tutto il tumulto che avevo dentro è sfociato in pianto, non so quanto liberatorio, ma era dal 2009 che non piangevo cosi. Lo ricordo bene, quell'anno mi ha prosciugata Troppe cose, mi sono detta, troppi sentimenti che devo imparare a gestire un po' più razionalmente. Sentimenti e raziocinio? Un ossimoro! Continuo togliendo qualche foto incorniciata. Ce ne sono troppe e sono estremamente personali. Ritroveranno visibilità nella nuova casa. Quale casa? La decision...

GIORNI AMBROSIANI

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Isi mi sveglia con poca delicatezza e fra mille litanie la accompagno sul balcone per uno dei suoi giri notturni. Sono come al solito in totale deshabillè, ma ora lo sono anche i miei pensieri. Il sonno, frammenti di un sogno che stavo facendo e che mi sfuggono o forse una sorta di dejà vu. Ricordo i giorni del carnevale scolastico ambrosiano. Ne abbiamo raccontato Maria e io, durante la cena e ancora dopo. Sorrido, perché se in un istituto femminile, si dà il via libera agli ingressi maschili, può succedere di tutto e gli occhi, già permissivi delle insegnanti, non potevano arrivare ovunque.  La mia era una classe, quasi tranquilla, anche poco politicizzata per l'epoca. Con alcune compagne, avevamo già messo insieme un coro a cappella: il must erano le colonne sonore dei film "Il dio serpente" e "Giù la testa"; Martelli e Morricone, avrebbero approvato e il pubblico scolastico, applaudiva. Il top della trasgressione, le Muratti che credevo di nascondere ai mi...

cuscini

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Il cuscino è qualcosa che ti concilia con il mondo, il mio Lo abbraccio, lo accarezzo e lui mi coccola accogliendo pensieri, sogni e a volte anche lacrime. È  morbido, la mia testa tende ad affondare con vollutà, mi segue nei miei perenni movimenti notturni, assumendo le mie forme Lo agogno ogni sera, più di un innamorato.  Ora, invece, vorrei sapere chi inventa di proposito i cuscini di molti hotel: duri come pietre, che costringono a stretching notturno per sistemare il collo Avrei dormito come un sasso, ma invece mi sono ritrovata con due sassi sotto la nuca Lavoro extra per la mia fisioterapista Obbligata a consolarmi con un pain au chocolate  What else? Dieta, ovvio🙄

Filastoria da una filastorta

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Asciugo i capelli, o meglio tento svogliatamente di farlo, ma tanto sono ricci e scompigliati, scollo le spalle e rileggo ad alta voce la filastrocca di Enrica Tesio Mi riconosco troppo e la cosa mi mette a disagio. Devo fare ammenda. Non è semplice vivere accanto a me, ne essermi davvero amica, forse anche amarmi è complicato. Del resto, io amo in modo complicato, qualsiasi cosa voglia dire Sono davvero un eterno pesce fuor d'acqua: lascio i kleenex nelle tasche dei jeans in lavatrice, ho scritto "ansia & disastro" sul campanello di casa.  Sono quella che lasciava di tutto e di più nell'armadietto scolastico e la mia amica Maria si trovava obbligata, brontolando, ad aiutarmi negli ultimi giorni di scuola: frequentavamo pure corsi diversi e non era semplice caricarsi di borse e libri.  Sono quella che si macchia di caffè la camicia di seta prima della Cresima della figlia, arrivando in chiesa tardi, replica del gelato al cioccolato sciolto sul mio abit...
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Fatico a ricordare come sia iniziato questo ventiventidue; il mio umore era solitamente pessimo, di questo ho certezza, ma non è una novità. La solita corazza, l'incapacità di lasciarsi andare anche a un abbraccio, il continuo bloccarsi che reputavo psicosomatico e no, non lo era, ma  mi impediva di vivere con serenità anche la montagna. Poi, qualcosa è cambiato e ho riscoperto il mondo intorno a me. Ho ritrovato il sorriso, la risata, la gioia negli abbracci, la capacità di  commuovermi, magari anche di urlare e di essere sempre più determinata. Non fuggo, resisto. Ho capito chi mi mancava, ho ritrovato chi mi era mancato, anche se non ne ero consapevole. Il mio corpo è tornato mobile e morbido, anche se c'è ancora della strada da percorrere, ma va bene, davvero. Il ventiventidue è alla fine e mi ritrovo a ringraziare questi ultimi 12 mesi, che giorno dopo giorno, mi hanno portato a riscoprirmi, a rinnovarmi Non chiederò nulla al nuovo anno: non sono brava a fare propositi e ...

TEMPI MODERNI

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Perché ci si lamenta di quanto siano brutti, sporchi e cattivi i social, ma lo scriviamo proprio sui social? Ho smesso di contare i link strappalacrime, ormai quotidiani e quasi sempre identici Si elogiano i meravigliosi anni passati senza dipendenza dai cellulari e si guardano con nostalgia alle vecchie cabine, ai gettoni telefonici, al telefono fisso, magari in duplex, quando per fare una interurbana bisognava passare dal centralino Mi verrebbe da citare il "io non ci sto" di scalfariana memoria. Davvero non ci sto, però. Ringrazio tutto ciò che ho a disposizione e che mi facilita la vita e mi spiace non aver avuto la possibilità di usufruirne in anni ormai antichi. Dovrei rimpiangere cabine telefoniche, sempre che si trovassero funzionnti,  sporche e puzzolenti, dove l'uso del telefono era consigliabile solo dopo una opportuna opera di pulizia? Vogliamo parlare delle attese per poter raggiungere l'agognato apparecchio? Se andava bene, non c'era da discutere, ma...

SCEGLIERSI

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Chiunque si sia approcciato a un percorso di psicoterapia, può essersi sentito dire che era necessario scegliersi. Può sembrare assurdo detto così, benché gli analisti articolino le frasi, spingano con forza alla riflessione, pungolino il nostro subconscio perché salga a quel livello di coscienza che spinga poi ad agire, a cercare di guarire "Scegliti", "ti devi scegliere" e me lo sono sentita ripetere allo sfinimento. Scegliermi? La cosa più difficile da farsi, quando qualsiasi passo avrebbe potuto comportare l'annientamento di equilibri già fragili, una disarmonia familiare che troppi non avrebbero capito e retto Ho continuato a scegliere diversamente. Di fronte alle strade con fossi da saltare, ho saltato, consapevole che mi sarei potuta ferire cadendo fra i rovi e così è stato. Contusioni e abrasioni fanno parte del mio percorso  Non sono abituata a tergiversare; di fronte alle decisioni da prendere agisco. Quali siano le circostanze, non posso b...