Post

ICE MAIDEN, ISI

Immagine
Tanti mesi oscuri, in caduta libera in quel labirinto in cui il cervello, davvero non sa più pensare. Il letto, la penombra, il silenzio più assoluto. Il cibo al minimo per veicolare i farmaci.  Imporsi, con fatica, di mantenere verso gli altri, una parvenza di normalità, ma opportunamente, dietro lo schermo del tablet, che già arrivare al PC dello studio, era come scalare l'Everest. Soccombevo a me stessa.  Il più brutto attacco depressivo da 30 anni a questa parte, esploso dopo una lunga estate passata a tenere sotto controllo gli sgradevoli sintomi del male oscuro. La montagna mi ha aiutata. Il mio giardino mi rassicurava e la quiete naturale dell'ambiente mi impediva di cedere. E i farmaci, gli antibiotici per l'anima, che è necessario graduare aumentando o diminuendo con attenzione, ma che invece contavo sparando le gocce, direttamente in bocca, sotto la lingua. Che altro?  Poi l'andarsene del piccolo terrier, la mia ombra, che alle tre di notte mi seguiva, sbadigl...

NATALE VENTIVENTI

Immagine
Antivigilia di un Natale sospeso. Niente decorazioni, solo un piccolo presepe di ceramica, con a lato le due candele bianche, fa bella mostra sulla credenza.  Non esco, se non per brevi commissioni. Non vado in centro storico: rimango nella quiete del mio quartiere, ai margini delle strade illuminate e della calca che non dovrebbe essere, ma c'è. Chiusa nella casa di città, ripenso al mio lockdown montano, così sereno, nonostante tutto: dovrei tornare, anche per valutare i danni lasciati da una bufera di vento e neve. Vedremo. Oltre al Natale, ho sospeso ogni decisione. Lascio correre e scorrere tutto. Ci sono attimi di vita,  che per funzionare devono essere lasciati in situazione di background. Lascio andare gli attimi, senza farmi coinvolgere. Scorrono anche, come su un vecchia pellicola, un po' rovinata, le immagini dei passati Natale. Osservo il tramestio casalingo, la preparazione dell'albero e del presepe. Se le immagini avessero profumo, sarebbe quella d...

PICCOLO GNOMO BIANCO

Immagine
Te ne sei andato, così, in un attimo. Poche ore prima ti avevo sgridato, sbuffando, perchè non mi lasciavi spazio per vestirmi e mentre cercavo di mettermi gli stivaletti, mi leccavi la gamba.  Siamo saliti in auto: dovevamo a dare a comprare i fiori per le tombe dei nonni. Quando arrivavamo alle serre, fremevi per scendere e abbaiavi al mondo per far sentire la tua presenza. Stamattina no. Ci seguivi fra le corsie, tranquillo. Hai ignorato la bella maremmana nel recinto e ti sei fatto rimettere in auto. Mentre scendevo nel parcheggio del supermercato, hai tentato di seguirmi, ma ti ho visto un pochino stanco e ho voluto che il tuo papi ti tenesse in auto. Pochi chilometri ed eravamo a casa. Hai sceso i gradini, hai schizzato la siepe nel solito punto e appena in casa ti sei buttato ansimando sul tappeto, fra la panca e il tavolo a volerti nascondere. Ti ho preso in braccio, ma hai voluto che ti rimettessi giù. Ho cominciato a chiamare i veterinari, qui in montagna. Ho cercato il t...

LOCKDOWN

Immagine
Piccolo diario delle settimane di isolamento.  Brevi pensieri in volo dall'appennino, al paese dei cinque campanili.  📌22 febbraio  Un altro giorno. 22 febbraio  La preoccupazione è tangibile.  Leggo le notizie, cerco di rimanere aggiornata, ricevo messaggi e telefonate, più o meno rassicuranti, da amici e parenti e altre, paradossalmente più ansiose, dagli amici modenesi che vogliono sapere. Non sono del tutto tranquilla,lo ammetto e aspetto rassicurazioni da mia sorella, al fronte.  Penso al vostro isolamento e qui scatta il sorriso, perché a detta dei miei, visto la mia asocialità, potrei essere l'unica persona a sopportare tranquillamente una quarantena, purché dotata di libri e PC. Si cerca di smorzare la tensione, certo. Andiamo avanti, intanto. Tenete botta casalini. 📌4 marzo Il decreto non è ancora in attuazione, ma alle parole di Conte sulla morbida quarantena, alcuni italioti si sono fiondati nei supermercati notturni a fare incetta ...

MADRI

Immagine
"Ci sono solo due lasciti inesauribili che dobbiamo sperare di trasmettere ai nostri figli: delle radici e delle ali. Harding Carter"  Mi sono spesso trovata a riflettere sul mio essere madre, ma non mi sono ancora assolta.  Non sono mai stata capace di sdolcinature nei confronti dei bambini: ho sempre parlato loro con linguaggio normale, trattandoli con dolcezza, si, ma con sobrietà adulta.  Con mia figlia, le parole non sono mai state storpiate per adattarsi a un linguaggio infantile. I giochi erano partecipazione educativa: si disegnava, si leggevano le fiabe e i piccoli libri gioco, tipici dell'infanzia. Si cantavano e recitavano le filastrocche. Ho reso la mia presenza costante, mai assillante.  Sono stata accusata di averla trattata come una piccola adulta; forse è vero, se questo significa rifiutare le storpiature del linguaggio o la concessione del nulla osta per qualsiasi cosa. L'ho lasciata comunque  libera di crescere e scegliere, imparando dalle sue ...

RIFLESSIONI MATTUTINE

Immagine
È ormai pacifico che la serrata si protrarrà almeno fino al 18 aprile: poi si vedrà. È probabile che festeggeremo una nuova festa di liberazione, più o meno intorno alla fine di maggio, ma dovremo trascorrere parte dei mesi estivi con guanti e mascherine.  Qui potrebbe nascere un nuovo business con la produzione di maschere in tessuto igienizzato, ma floreale, magari in pendant con i guanti. Non meravigliamoci: le nostre nonne e mamme, a dir la verità anch'io per costrizione materna, indossavano i guanti anche in piena estate; erano bianchi, generalmente di pizzo. Faremo di necessità virtù. Intanto quassù sulla montagna, la neve sta scendendo abbondante. Durerà poco, come dice il proverbio, ma intanto continuo a portare i guanti tecnici. Comunque per adeguarsi ai tempi, il sindaco del paesello ha varato le indicazioni per le consegne a domicilio. Mutande e pizze al trancio potranno essere consegnate, previo adeguato outfit sanitario. Già il macellaio, con tono da p...

PASSERÀ...

Immagine
Quella che doveva essere una permanenza di pochi giorni, qui in Appennino, si è trasformata in una lunga sosta e davvero non si sa con certezza quando potrà terminare. Il COVID, ha stravolto le nostre vite, le ha traumatizzate, si sta portando via troppe persone e a questo non ci si abituerà mai. Ogni vita spezzata, crea una ferita nel nostro cuore.  Il paese dei cinque campanili e i suoi dintorni, stanno pagando un prezzo troppo alto. Ne soffro. Non mi capacito e ne soffro. Il mio angelo, di nome e di fatto, il mio medico, mi mette con fermezza e dolcezza di fronte alla realtà: "... siamo in guerra. Pensa a quando i nostri genitori raccontavano dei rastrellamenti, di quando non avevano il tempo di salutare un padre, un fratello, un figlio. Siamo così: combattiamo per salvarci e in questo momento abbiamo, come arma, solo l'isolamento. Ce la faremo, ma sarà dura per tutti..." Così, silenziosamente piango le persone, che hanno incrociato la mia vita, in un'altra vita, m...