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PICCOLO GNOMO BIANCO

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Te ne sei andato, così, in un attimo. Poche ore prima ti avevo sgridato, sbuffando, perchè non mi lasciavi spazio per vestirmi e mentre cercavo di mettermi gli stivaletti, mi leccavi la gamba.  Siamo saliti in auto: dovevamo a dare a comprare i fiori per le tombe dei nonni. Quando arrivavamo alle serre, fremevi per scendere e abbaiavi al mondo per far sentire la tua presenza. Stamattina no. Ci seguivi fra le corsie, tranquillo. Hai ignorato la bella maremmana nel recinto e ti sei fatto rimettere in auto. Mentre scendevo nel parcheggio del supermercato, hai tentato di seguirmi, ma ti ho visto un pochino stanco e ho voluto che il tuo papi ti tenesse in auto. Pochi chilometri ed eravamo a casa. Hai sceso i gradini, hai schizzato la siepe nel solito punto e appena in casa ti sei buttato ansimando sul tappeto, fra la panca e il tavolo a volerti nascondere. Ti ho preso in braccio, ma hai voluto che ti rimettessi giù. Ho cominciato a chiamare i veterinari, qui in montagna. Ho cercato il t...

LOCKDOWN

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Piccolo diario delle settimane di isolamento.  Brevi pensieri in volo dall'appennino, al paese dei cinque campanili.  📌22 febbraio  Un altro giorno. 22 febbraio  La preoccupazione è tangibile.  Leggo le notizie, cerco di rimanere aggiornata, ricevo messaggi e telefonate, più o meno rassicuranti, da amici e parenti e altre, paradossalmente più ansiose, dagli amici modenesi che vogliono sapere. Non sono del tutto tranquilla,lo ammetto e aspetto rassicurazioni da mia sorella, al fronte.  Penso al vostro isolamento e qui scatta il sorriso, perché a detta dei miei, visto la mia asocialità, potrei essere l'unica persona a sopportare tranquillamente una quarantena, purché dotata di libri e PC. Si cerca di smorzare la tensione, certo. Andiamo avanti, intanto. Tenete botta casalini. 📌4 marzo Il decreto non è ancora in attuazione, ma alle parole di Conte sulla morbida quarantena, alcuni italioti si sono fiondati nei supermercati notturni a fare incetta ...

MADRI

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"Ci sono solo due lasciti inesauribili che dobbiamo sperare di trasmettere ai nostri figli: delle radici e delle ali. Harding Carter"  Mi sono spesso trovata a riflettere sul mio essere madre, ma non mi sono ancora assolta.  Non sono mai stata capace di sdolcinature nei confronti dei bambini: ho sempre parlato loro con linguaggio normale, trattandoli con dolcezza, si, ma con sobrietà adulta.  Con mia figlia, le parole non sono mai state storpiate per adattarsi a un linguaggio infantile. I giochi erano partecipazione educativa: si disegnava, si leggevano le fiabe e i piccoli libri gioco, tipici dell'infanzia. Si cantavano e recitavano le filastrocche. Ho reso la mia presenza costante, mai assillante.  Sono stata accusata di averla trattata come una piccola adulta; forse è vero, se questo significa rifiutare le storpiature del linguaggio o la concessione del nulla osta per qualsiasi cosa. L'ho lasciata comunque  libera di crescere e scegliere, imparando dalle sue ...

RIFLESSIONI MATTUTINE

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È ormai pacifico che la serrata si protrarrà almeno fino al 18 aprile: poi si vedrà. È probabile che festeggeremo una nuova festa di liberazione, più o meno intorno alla fine di maggio, ma dovremo trascorrere parte dei mesi estivi con guanti e mascherine.  Qui potrebbe nascere un nuovo business con la produzione di maschere in tessuto igienizzato, ma floreale, magari in pendant con i guanti. Non meravigliamoci: le nostre nonne e mamme, a dir la verità anch'io per costrizione materna, indossavano i guanti anche in piena estate; erano bianchi, generalmente di pizzo. Faremo di necessità virtù. Intanto quassù sulla montagna, la neve sta scendendo abbondante. Durerà poco, come dice il proverbio, ma intanto continuo a portare i guanti tecnici. Comunque per adeguarsi ai tempi, il sindaco del paesello ha varato le indicazioni per le consegne a domicilio. Mutande e pizze al trancio potranno essere consegnate, previo adeguato outfit sanitario. Già il macellaio, con tono da p...

PASSERÀ...

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Quella che doveva essere una permanenza di pochi giorni, qui in Appennino, si è trasformata in una lunga sosta e davvero non si sa con certezza quando potrà terminare. Il COVID, ha stravolto le nostre vite, le ha traumatizzate, si sta portando via troppe persone e a questo non ci si abituerà mai. Ogni vita spezzata, crea una ferita nel nostro cuore.  Il paese dei cinque campanili e i suoi dintorni, stanno pagando un prezzo troppo alto. Ne soffro. Non mi capacito e ne soffro. Il mio angelo, di nome e di fatto, il mio medico, mi mette con fermezza e dolcezza di fronte alla realtà: "... siamo in guerra. Pensa a quando i nostri genitori raccontavano dei rastrellamenti, di quando non avevano il tempo di salutare un padre, un fratello, un figlio. Siamo così: combattiamo per salvarci e in questo momento abbiamo, come arma, solo l'isolamento. Ce la faremo, ma sarà dura per tutti..." Così, silenziosamente piango le persone, che hanno incrociato la mia vita, in un'altra vita, m...

PICCOLE CRONACHE DA UN EREMO APPENNINICO

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Qui, in eremo, il clima fa le bizze. Dopo la nevicata di ieri, in rapido scioglimento, una parvenza di sole, ma con il ghiaccio a terra, che a far gli scalini devi rivolgerti a tutti i santi, ora è esplosa una bufera di vento , che non promette nulla di buono.  Che fare? Si dorme, si legge, ovvio, si cazzeggia e ci si arrabbia sui social; si discute con il marito, ma questo si fa sempre e si cucina.  Cucinare, significa poi mangiare, che non è che una butta: buttare è peccato, mi diceva mia mamma. Allora dai di ragù, di pizze, di sfoglie variamente imbottite, di pollo al limone o in salsa barbecue, di pasta alla gricia, di vassoietti con salumi e formaggi, di frittate con erbette, di pane cotto nel forno di casa. Poi la fettina di tacchino, o il filetto di pesce ai ferri per penitenza, anche se per abitudine i miei sono poco più che assaggi.  In realtà, dovrei pesare 25 chili, ma la natura è ingrata, la bastarda. Niente dolci, non li amo, anche se il cioccolato fa bella m...

ISOLAMENTO

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Nelle mie lunghe notti insonni, il pensiero va costantemente al paese dei cinque campanili, che al centro del focolaio del Coronavirus, vive un isolamento coatto.  Inevitabile la preoccupazione, perché la mia famiglia, i miei amici più cari, sono lì. Temo per loro e per tutti i miei compaesani. Sono costantemente aggiornata, passo ore sui social, in Chat, al telefono, tanto che il mio Kobo, carico di libri nuovi è relegato in un angolo dello scrittoietto montano. Guardo i video, ma mi rifiuto di vedere i classici giornalisti d'assalto, che cercano lo scoop, interrogando i rari passanti per poi bellamente, tornarsene a casa, in spregio alle ordinanze di isolamento. Capisco l'esigenza di conoscere, ma sono convinta che tutto debba avere un limite e il rispetto per la situazione e le persone, sia prioritario.  Mi vedo i negozi chiusi, le saracinesche abbassate, i portici intorno alla piazza, deserti.  Oggi è lunedì, giorno di mercato, di incontri e non riesco a ricordare che...