QUIETE
In quelle estati che hanno ormai nel ricordo un colore unico, sonnecchiano istanti che una sensazione o una parola riaccendono improvvisi, e subito comincia lo smarrimento della distanza, l’incredulità di ritrovare tanta gioia in un tempo scomparso e quasi abolito. (Cesare Pavese) Giugno, caldissimo. L' allarme sulle elevate temperature, è dato quotidiano. Dall'alto dei mille e qualcosa metri, dove vivo da anni le mie estati, vedo la foschia che avvolge la pianura e so che questo indica quanto l'aria nella città sia irrespirabile. Mia figlia, non è facile al lamento e se mi dice che si "muore", le credo, se mai avessi bisogno di conferme. Quassù, mi lascio avvolgere da una pigrizia levantina. Vivo il giardino, in abbigliamento così poco consono alla mia veneranda età e alla mia figura, ma il chissenefrega è d'obbligo: pantaloncini e comode magliette, piedi scalzi, pettinatura alla nonsoche, che di usare piastre varie e phonature, proprio n...