Mia sorella, praticante *nasò*, mi ha iscritto a un gruppo di appassionati aspiranti profumieri. Mi si è aperto un mondo e, ammetto mi sto divertendo e incuriosendo. Imparo che anche i profumi, come i migliori vini, vanno lasciati a decantare. Ho sempre amato certe note, che diventavano inevitabilmente il *mio profumo*, preferibilmente ambrate, a cui aggiungere il gelsomino magari, per scoprire che l'essenza che più usavo ed è ormai introvabile, aveva accenti intensi di tuberosa. Non riuscirò mai a captare gli accenni di pepe nero o rosa, quella sfumatura di fiori del deserto, di cumarina eh boh quei sentori di cognac o di neroli, ma anche di cherry. Riconosco a malapena le note legnose, fruttate o floreali. Mi perdo, ci vuole davvero tanto naso e dopo l'ultimo covid natalizio, che mi ha negato per qualche giorno l'olfatto, da quel lato sono ancora in riabilitazione e mi dovrò esercitare. In quei giorni, terrorizzata, ho passato ore ad annusare i miei oli essenziali e non...
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Visualizzazione dei post da gennaio, 2024
PERCORSI
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Sono stata una bambina curiosa che poneva domande scomode, troppo. La risposta più frequente, era una sberla con "è così e basta!", ma capisco che mia mamma non aveva strumenti, non capiva, ero non facile, impertinente e rifugiarsi nel dogma era per lei l'unica via Le domande sono state tante, le risposte nulle o assurde, per lo più sgridate, anche da chi avrebbe potuto indirizzarmi. Ho smesso di chiedere agli altri e ho cercato da sola per anni le risposte, nei libri soprattutto, ma confrontandomi con chi gli strumenti invece li possedeva. Una strada in salita. Se a 14 anni per salvarmi avevo fatto la scelta scellerata di una scuola ancora più scellerata, ma che mi ha messo a confronto con un meraviglioso crogiuolo di idee, se a 27 ho deciso che dovevo acchiappare l'occasione che il lavoro offriva e sfuggire a una realtà soffocante, nella tarda maturità ho capito che il percorso purché tortuoso ne è valso il cammino, anche se di fronte a certi atteggiamenti, rimango...
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C'è stato il tempo delle sciocchezze, quello che chiamano delle mele, dei sogni, della vaghezza, ma anche delle grandi delusioni; poi venne il tempo della ribellione e quello in cui per sopravvivere ed evitare stragi, la ribellione era solo nel pianto, nel groppo in gola e nelle lacrime facili. Volevo essere da tutt'altra parte, sapevo di poter fare altro e di essere altro, ma ecco andavo a sbattere ovunque, con bastoni che mi trovavo fra i piedi e nelle aspettative degli altri, mi ammaccavo, arrancavo e soffrivo. La crescita è stata difficile, la vita non mi ha risparmiato proprio nulla, ma ho cominciato a piangere sempre meno, poi più. Alla fine ci si prosciuga, si fanno scelte drastiche, si tagliano rapporti, come rami secchi; la solitudine che mi era stata imposta, è diventata amica. Alle chiacchiere, preferisco i lunghi silenzi, ma le mie lotte le faccio a muso duro: mi dicono che sono stronza e forse un po' lo sono diventata, ma come non critico le scelte altrui, vog...