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Visualizzazione dei post da novembre, 2019

CONSUETUDINI

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Non è necessaria alcuna sveglia, non ce ne sarebbe bisogno comunque: non ho impegni lavorativi, né di alcun altro tipo, se non quello di portare fuori il cane, ma c'è ancora tempo. È presto, troppo. Potrei dormire e invece il mio cervello elabora pensieri, gigioneggiando  su varie ed eventuali. Vale la pena alzarsi. In bagno, lo specchio rimanda la solita massa di capelli anarchici; li ho tagliati molto corti, ma sprizzano disordine da ogni follicolo. Prendo la spazzola e cerco di dare loro una nuova dignità, per quel che dura. Spazzolino, con poco dentifricio. Voglio togliere dalla bocca "il sapore della notte" e penso a Nantas Salvalaggio che quella frase l'ha scritta in uno dei suoi romanzi, che mi strappavano spesso una risata. Dovrei sorridere di più. Sul mio volto non ci sono rughe, ma due tagli all'ingiù, vicino alla bocca. Se sorrido, svaniscono. Vorrei lavarmi la tristezza e mettere un rossetto rosso. Mia zia, lo ha sempre fatto: prima della docc...