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Visualizzazione dei post da luglio, 2019

ERA D'ESTATE ...

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Ci sono estati che ci porteremo addosso per sempre, estati che ricorderemo, estati che sogneremo di vivere ancora. (Dal film L’estate addosso) Oggi l'estate si è presa una tregua e sta, provando l'abito autunnale. Ringrazio: la pioggia è salutare e il fresco mi riconcilia con la montagna, che quest'anno è stata corrotta da un anticiclone molto africano, che poco le di addice. Odio sudare, sentirmi appiciccaticcia, avere i capelli che vivono ognuno una vita propria e dissoluta. Non amo la folla: ci inciampo. Detesto quella sorta di follia estiva che esige il divertimento  obbligato e che invece mi rattrista. Osservo i nonni spesso stanchi, vittime di nipotini poco educati ed esigenti, che assorbono le poche energie rimaste e non li invidio. Così come i genitori con al seguito ragazzini affetti dal morbo adolescenziale, muso lungo, sbuffanti, annnoiati, che rispondono con sussurri biascicati alle domande, mi fanno  vera compassione.  Ringrazio il cielo di essere pas...

VACANZE D'ANTAN

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Si partiva alla fine di luglio, massimo il primo di agosto per Rapallo, dove avremmo trascorso l'intero mese, spesso  sino all'inizio di settembre Sotto gli ordini rigorosi di mia mamma, i preparativi erano più simili a quelli per una possibile guerra, che non per una agognata vacanza al mare. Nelle rispettive camere, le valigie che papà aveva fatto scendere dal solaio, passandole a mamma, che avrebbe provveduto a una accurata opera di pulizia e disinfezione, come solo lei poteva fare. Il solaio, bisogna dire, era territorio maschile, perché per raggiungerlo era obbligo usare una terribile scala a pioli che solo l'unico esponente del sesso forte in famiglia, cioè papà, poteva usare. Sarebbe stato sufficiente aprire un varco con quello di mio nonno, adiacente, che entrava nel suo solaio, comodamente dalla terrazza dove si stendeva, ma forse era troppo complicato o forse la struttura non lo permetteva. Va beh, divago. Valigie che venivano preparate con ampio anticipo, lava...

SOCIALMENTE SCORRETTO

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Odio i matrimoni,  o meglio odio le cerimonie e l'inevitabile clamore intorno ad esse. Soprattutto perché ai matrimoni c'è gente, troppa, spesso sconosciuta, con cui bisogna interagire e, orrore, farsi fotografare. Anch'io mi sono sposata, quaranta anni fa e non ero affatto sicura di riuscire ad arrivare all'altare. Temevo la mia voglia di fuggire da certe situazioni  e in certe situazioni c'era la cerimonia del mio matrimonio e io ne ero protagonista, fra tanta gente. In anni in cui non si contemplava, nemmeno lontanamente, la convivenza e con due famiglie cattoliche come quelle di mio marito e mia, non si prendeva in considerazione il matrimonio civile, che avrei desiderato. Ce l'ho fatta, con abito lungo, invitati festosi in una giornata invernale, di nebbia pesante, che rendeva l'atmosfera  molto irreale. Non era un sogno però e non vedevo l'ora che finisse tutto. Sono sopravvissuta a quello di mia figlia, che è anche peggio di me in fatto di con...

ALLE QUATTRO A.M.

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Sono nata alle 4 del mattino e a detta di mia mamma dopo una gestazione di quasi dieci mesi. Che potesse aver sbagliato i conti, non era da considerare. Che potessi essere nata, magari, una settimana dopo il presunto termine, cosa possibile, non era vero: se ne è andata fermamente convinta e dopo avermi ripetuto per una vita "ti te sė nasùda de des mesi!". Ora la cosa, da enciclopedia medica, è stata confutata più volte dalle donne della mia famiglia e le mie rimostranze, tipo "va beh, sapevo cosa mi sarebbe aspettato e non avevo poi tanta voglia di uscire", venivano accolte con musi lunghi. Non davo peso, alle sofferenze di lei, nel mettermi al mondo. Cosa vera, questa, perché il suo travaglio, durò tre giorni e fece piangere e pregare anche la mia nonna paterna, che la assisteva in ospedale, rezdora prolifica, che i figli li scodellava  con la stessa facilità con cui preparava una lasagna.  Insomma le modalità della mia nascita, mi hanno marchiato. Sarei nata do...