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Visualizzazione dei post da maggio, 2019

LASSÙ, SULLA MONTAGNA

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Ho una piccola casa in montagna, nel nostro Appennino Tosco Emiliano. È il nostro rifugio, che diventa la mia prima casa con l'avvicinarsi del caldo. Il sole, mi è nemico è il calore di più; la mia pelle, molto chiara,  durante l'estate, tende al rosso terrà di Siena, con sfumature violacee e punti di pois Bordeaux. Cinquanta sfumature di rosso e cento euro di creme varie in farmacia, per poi scoprire che la vecchia "cera di cupra", che usavano nonna e mamma, funziona meglio di tutto; sempre che si riesca a stenderla, visto che ha la stessa consistenza di quell'intruglio che usa la dentista  per prendere le impronte. Comunque, la piccola casa, con un bel giardino e una esposizione tale, che permette una fresca e continua ventilazione, è la panacea per tutti i mali, miei, estivi e non.  Certo, durante l'inverno, è frequentata in modo costante da mia figlia e dai suoi siberiani da slitta, che sguazzano felici nella neve; il terrier, con i suoi 30 cm al garrese...

CASE E MANIE

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Mi innamoro delle case. Beh, di alcune, ovvio. Mi interessa la loro struttura e ancora di più il loro arredamento. Ogni volta che mi capita di entrare in casa di qualcuno, confesso, siano esse case umili o signorili, di città o di campagna, inizio immediatamente a pensare a come sarebbero migliorabili gli interni. Tutto rimane tacito, solo nei miei pensieri. Non mi permetterei mai di consigliare, non ne avrei titolo alcuno: si tratta di qualcosa di innato, di naturale. Osservo e vedo eventuali errori. Sono convinta che tutto sia personalizzabile e migliorabile, spesso con piccole variazioni o minimi aggiustamenti, come tende diverse, un divano spostato, cuscini colorati, un tavolino e un tappeto. Amo i tappeti, ne ho molti, sia in città, che in montagna; scaldano e colorano la casa con poco. In famiglia, mi odiano per questo, anche perchè, se il terrier non perde un pelo, a meno che non lo si strippi, i siberiani sono in muta perenne. Mi piacciono  cuscini e tendaggi:...

FEBBRE, DOLCE FEBBRE

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Colpita e affondata. dalla febbre, maledizione. Che poi una se ne sta bella tranquilla a leggere, dopo aver programmato il da farsi per i giorni successivi, in condizioni di assoluta beatitudine e  si ritrova improvvisamente a battere i denti per il freddo, senza che nulla, nemmeno le famigerate calze di lana di uso montano , una vestaglia in pile e  il termoforo da vecchietta, puntato sul tre, aiutassero un pochino. Oddio, vero che il freddo  in casa, c'era, anche se poi magnanimamente, i vertici condominiali, hanno deciso per la riaccensione della caldaia. Cuori d'oro davvero.  Dunque,  che sia pure maggio, ma con 5 gradi esterni, vento gelido, pioggia battente, neve a pochi chilometri dalla città, senza contare fiumi in piena, che magari nel discorso vogliono dire poco, ma fate voi, vivere in una città costruita sui canali e circondata da due fiumi che esondano ogni due per uno e meno male che le casse d'espansione svolgono il loro porco lavoro, ma il lor...

MAGGIO?

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M aggio mi è sempre piaciuto. Un mese placido, sereno, profumato di rose, mai troppo caldo, rinfrescato da venti leggeri, che rimandano anche in padana, ai ponentini romani. Leggeri, come gli abiti che si cominciano a indossare, leggeri come i pensieri che indugiano alle vicine vacanze. Un mese di dolci ricordi, di gite fuori porta, di lunghe passeggiate, lungo le vie del paese dei cinque campanili. Il mese, che nel suddetto paese, vedeva gli incontri per i rosari: cortili o piazzette condominiali addobbate, il profumo stordente dei gigli, il mantra delle preghiere, in un latino improbabile, intriso di termini dialettali, di ora pro nobis e di Pater, Ave e Gloria, di inni stonati, ma sentiti. Occasione, questi ritrovi di preghiera,un po' obbligati dalle madri, per incontri comunque amichevoli, per chiacchiere e qualche  pettegolezzo, per languidi sguardi e timidi sorrisi.  Ho sempre pensato a Maggio, come al mese della vita, dove tutto è possi...

MALEDETTA PRIMAVERA

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"Tutti parlano del tempo, ma nessuno fa nulla per cambiarlo", così una citazione di Mark Twain Primo maggio, festa dei lavoratori e anniversario di Prime Comunioni varie. Tutti a scrutare il cielo, chi per la manifestazione, chi per la processione delle bimbe biancovestite: tutti a implorare il bel tempo. Un tratto di unione fra il sacro e il profano, insomma. Quest'anno con un triplo salto mortale delle stagioni, abbiamo vissuto un caldo inverno e stiamo vivendo una fredda primavera con tanta benefica pioggia, ma anche con parecchia neve sulle prime vette, che a stagione sciistica conclusa, non porta nulla di buono, se non il riempimento dei bacini idrici. Accontentiamoci, va bene, che almeno non dovremo subire il razionamento estivo dell'acqua. Intanto mentre ho cercato di mettere qualche pianta sul balcone in città, non ho ancora dato il via al giardinaggio in montagna: il terreno rimasto secco per quasi tutto l'inverno è ora fangoso, per cui sarà necessa...