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FRANCESCO

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💔Sono entrata nella tua famiglia quando eri ancora un ragazzino. Avevamo in comune una passione per la lettura e ti ho fatto conoscere un autore, Cesare Pavese, che avresti portato come tesina alla maturità: 60/60 e non poteva essere diversamente, perché anche a scuola eccellevi.  Pochi giorni dopo il mio matrimonio, la tua partenza per la naja: Car ad Albenga e mesi a Sequals, in Friuli. Ti scrivevo, me lo chiedevi e tu rispondevi raccontandomi le tue avventure. Fu in quel periodo che scampasti fortuitamente a un incidente che costò invece la vita a un tuo amico. Ti occupasti per anni dei genitori di quel ragazzo. Non avevano altro che la tua compagnia. A volte, invece, trovavi il tempo per rilassarti qualche giorno a casa nostra, a Chiavari. Passeggiavamo noi due sul lungomare, con Chiara piccolissima, spesso in silenzio. Andava bene così. Il silenzio, lo sapevamo, dice molto  Arrivarono gli anni con Fratel Ettore e gli ultimi della Stazione Centrale di Milano. In una fredd...

CONTROPENSIERO

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Forse ho trovato quella chiave di lettura, che mi ha consentito di socchiudere prima e spalancare poi, la porta che si affaccia alla vita.  Ora, alla mia età. Eppure è così  Decenni di chiusura mentale, pur con tentativi di capovolgere il pensiero, usando quello che alcuni analisti chiamano "healing yes" e altrettanti di rifiuto inconscio  Decenni a tacitare pensieri, mediando con quella voglia perenne di andare altrove, perché ero comunque cosciente che solo là, in quel altrove comunque incerto, avrei trovato una sorta di quiete Decenni di fuga fra le parole di qualche migliaio di libri, chiusa in una mia stanza, dove a nulla e a nessuno era permesso entrare Poi, la svolta. Contro. Contro di me, soprattutto. Contro quel lasciarsi sopravvivere. In una rivoluzione contro quegli stereotipi che mi ero imposta. Per quieto vivere, per non ferire, anche se consapevolmente ferita a morte ero io.  Un attimo, un istante per non soccombere. Con fatica, curo le mie piaghe, in u...

TUMULTO

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L'appartamento modenese è ufficialmente sul mercato. Compito mio sistemare, togliere, aggiungere, pulire, scartare o scegliere mobiletti, quadri, oggetti per rendere la casa visitabile  Ogni cosa che mi capita in mano è un pezzetto di passato, un piccolo ricordo di qualcuno, di un viaggio, di Winston: questa mattina giocherellavo con un vecchio guinzaglio di Winston e mi sono commossa. Lui, il mio piccolo Sir, amava questa casa, certo più di me. Dallo stereo, intanto, uscivano le note, le parole di un vecchi brani e tutto il tumulto che avevo dentro è sfociato in pianto, non so quanto liberatorio, ma era dal 2009 che non piangevo cosi. Lo ricordo bene, quell'anno mi ha prosciugata Troppe cose, mi sono detta, troppi sentimenti che devo imparare a gestire un po' più razionalmente. Sentimenti e raziocinio? Un ossimoro! Continuo togliendo qualche foto incorniciata. Ce ne sono troppe e sono estremamente personali. Ritroveranno visibilità nella nuova casa. Quale casa? La decision...

GIORNI AMBROSIANI

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Isi mi sveglia con poca delicatezza e fra mille litanie la accompagno sul balcone per uno dei suoi giri notturni. Sono come al solito in totale deshabillè, ma ora lo sono anche i miei pensieri. Il sonno, frammenti di un sogno che stavo facendo e che mi sfuggono o forse una sorta di dejà vu. Ricordo i giorni del carnevale scolastico ambrosiano. Ne abbiamo raccontato Maria e io, durante la cena e ancora dopo. Sorrido, perché se in un istituto femminile, si dà il via libera agli ingressi maschili, può succedere di tutto e gli occhi, già permissivi delle insegnanti, non potevano arrivare ovunque.  La mia era una classe, quasi tranquilla, anche poco politicizzata per l'epoca. Con alcune compagne, avevamo già messo insieme un coro a cappella: il must erano le colonne sonore dei film "Il dio serpente" e "Giù la testa"; Martelli e Morricone, avrebbero approvato e il pubblico scolastico, applaudiva. Il top della trasgressione, le Muratti che credevo di nascondere ai mi...

cuscini

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Il cuscino è qualcosa che ti concilia con il mondo, il mio Lo abbraccio, lo accarezzo e lui mi coccola accogliendo pensieri, sogni e a volte anche lacrime. È  morbido, la mia testa tende ad affondare con vollutà, mi segue nei miei perenni movimenti notturni, assumendo le mie forme Lo agogno ogni sera, più di un innamorato.  Ora, invece, vorrei sapere chi inventa di proposito i cuscini di molti hotel: duri come pietre, che costringono a stretching notturno per sistemare il collo Avrei dormito come un sasso, ma invece mi sono ritrovata con due sassi sotto la nuca Lavoro extra per la mia fisioterapista Obbligata a consolarmi con un pain au chocolate  What else? Dieta, ovvio🙄

Filastoria da una filastorta

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Asciugo i capelli, o meglio tento svogliatamente di farlo, ma tanto sono ricci e scompigliati, scollo le spalle e rileggo ad alta voce la filastrocca di Enrica Tesio Mi riconosco troppo e la cosa mi mette a disagio. Devo fare ammenda. Non è semplice vivere accanto a me, ne essermi davvero amica, forse anche amarmi è complicato. Del resto, io amo in modo complicato, qualsiasi cosa voglia dire Sono davvero un eterno pesce fuor d'acqua: lascio i kleenex nelle tasche dei jeans in lavatrice, ho scritto "ansia & disastro" sul campanello di casa.  Sono quella che lasciava di tutto e di più nell'armadietto scolastico e la mia amica Maria si trovava obbligata, brontolando, ad aiutarmi negli ultimi giorni di scuola: frequentavamo pure corsi diversi e non era semplice caricarsi di borse e libri.  Sono quella che si macchia di caffè la camicia di seta prima della Cresima della figlia, arrivando in chiesa tardi, replica del gelato al cioccolato sciolto sul mio abit...
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Fatico a ricordare come sia iniziato questo ventiventidue; il mio umore era solitamente pessimo, di questo ho certezza, ma non è una novità. La solita corazza, l'incapacità di lasciarsi andare anche a un abbraccio, il continuo bloccarsi che reputavo psicosomatico e no, non lo era, ma  mi impediva di vivere con serenità anche la montagna. Poi, qualcosa è cambiato e ho riscoperto il mondo intorno a me. Ho ritrovato il sorriso, la risata, la gioia negli abbracci, la capacità di  commuovermi, magari anche di urlare e di essere sempre più determinata. Non fuggo, resisto. Ho capito chi mi mancava, ho ritrovato chi mi era mancato, anche se non ne ero consapevole. Il mio corpo è tornato mobile e morbido, anche se c'è ancora della strada da percorrere, ma va bene, davvero. Il ventiventidue è alla fine e mi ritrovo a ringraziare questi ultimi 12 mesi, che giorno dopo giorno, mi hanno portato a riscoprirmi, a rinnovarmi Non chiederò nulla al nuovo anno: non sono brava a fare propositi e ...