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PENSIERI NOTTURNI

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Dopo tre mesi, le riflessioni Inutile negare che fu il bisogno di cambiare, di fuggire da una realtà cui mi sentivo estranea, negarsi anche a certe situazioni familiari antipatiche, che mi convinse a seguire serenamente mio marito nei suoi trasferimenti. Certo, aveva obbligo di residenza, quindi era nella natura delle cose farlo. Non fu comunque facile. Lasciavo molto di mio, ma era un mio che andava rivissuto. Allontanarsi dal paese, significava soprattutto libertà, quella di poter essere me stessa. Così fu, in un percorso non semplice, ma soddisfacente. Ogni fuga, che sia infantile, adolescenziale, adulta,  presenterà però il suo conto, che ritornerà per essere pagato. Ritorna il passato, si, sotto i suoi più vari aspetti e se in qualche caso si rimane fortemente destabilizzati, altrimenti si è più che attrezzati per affrontare il tutto, 41anni più vecchi, più forti A volte, mi sento osservata come una scimmia in uno zoo, ma so di  farlo anch'io: guardo, sorrido, evito per q...
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Chissà, forse siamo a una svolta che permetterà al cane di non mordersi la coda, facendoci uscire da quel limbo burocratico, in cui eravamo caduti Sufficiente una persona accorta che ha deciso di bypassare tutto, facendoci la C I. elettronica: competenza e buon senso, sconosciuti ai più Serve una foto e non troviamo più quelle che sappiamo essere nascoste chissà dove: corriamo dal fotografo, un minuto e click, i minuti sono decisamente troppi di più e le foto sono, come sempre, orribili Le mie sono stampate specchiate, per cui sembro avere una paresi facciale. Le luci, la posizione innaturale, la mancanza di simmetria, per me che amo i ritratti e mi perderei in certi quadri di Vermeer, con quel soffermarsi sui particolari, o in fotografie di Avedon, Newton o Annie Leibovitz, ma anche quelli in b/n della mia amica Lina Losi, sono una ferita agli occhi e al cuore "Cosa te ne frega? Manco si vede nel piccolo e poi assomigli a tua mamma", chiosa il compagno di vita. Lo insulto. M...

MALINCONIA

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RICORDI  È presto, forse: ogni cambio d'ora mi coglie impreparata, ma non ha importanza, tanto cambia nulla. Forse, perché guardo il mio giardino e i monti intorno e sono rosso colore con striature dorate e il cielo azzurro mente sulla stagione. Siamo praticamente a Ognissanti e miei ricordi portano colori diversi, smorzati dalla foschia padana, umidi di pioggerella, de sbrünšina, che rende scivoloso il tappeto di foglie gialle sul Viale del paese dei cinque campanili.  Non sento quell'odore di fiori e crisantemi, che l'umido rende subito un po' marcio, e che tendeva a mischiarsi con il profumo zuccheroso della tiràlàca e del croccante venduti dalla bancarella fuori dal cimitero.  Il ricordo porta anche un sentore di naftalina: in fondo il cappotto si tirava fuori proprio per i morti. Ci si faceva belli per la visita ai defunti; per rispetto e perché se tröva parenti e amiši che "Madona, quant tèmp che te vedevi no" e "Tè vist, m'là fai ala svelta ad ...
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Con un fastidioso raffreddore che mi impedisce di respirare, mi aggiro per casa cercando qualsiasi cosa possa darmi sollievo. Niente non trovo nulla e mi rimedio un suffumigio con bicarbonato. Penso con nostalgia al Vicky's spalmato in abbondanza da mia mamma e annuso i ricordi Mi accontenterei anche dell'olio 31,di una passata di timo. Niente. Bevo due tisane con arancia e cannella, prendo una tachipirina e spero  La notte non ha portato sollievo e quando mi sono alzata, alle tre, e vista riflessa nello specchio, mi sono spaventata.  Il periodo non facile non ha aiutato. I capelli hanno una loro bipolarismo, come le unghie del resto, ma almeno queste stanno resistendo all'uso e va già bene. Ho le occhiaie di un panda e le sopracciglia anarchiche. Da quando abbiamo iniziato la fase trasloco ho preso dieci anni e perso una taglia comoda comoda, peccato non dieci kg ma ho preso qualche ruga in più  Va beh mi dico: non trovo nulla, ma stiamo per vedere la fine del tunnel. Fo...

lei che...

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Ne ho postati tanti e ancora ne posterò di versi sciolti, o piccole prose, che descrivono così bene una persona: iniziano sempre con *lei è...* Oggi le parole sono mie Lei, nel cuore della notte annuncia cose e poi si riaddormenta soddisfatta, ma altri no Cucina raramente e se lo fa, tiene un libro in una mano e un cucchiaio nell'altra, intanto mangia quando capita e quel che capita, dopo aver cambiato idea mille volte Lei che si addormenta quando gli altri si svegliano e si alzano  Lei odia ferocemente tradizioni, riti, feste comandate e in quattro  si è già folla da evitare, ma riesce a organizzare incontri e pranzi per  20 e più persone senza fiatare Lei, non ha mai voglia di discutere solo per pigrizia, perché lo spirito è barricadiero, ma se lo fa può davvero ferire gravemente  Lei, ricorda troppo, ama troppo, soffre troppo, ma non lo dice perché va tutto bene e non fa niente, davvero niente, anche se non è vero Lei che si sente ripetere "tu non sei normale, lo ...

PREPARATIVI

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Avremo un doppio trasloco in contemporanea. Nostra figlia e noi Lei si sta già organizzando, consultando anche le imprese di traslochi e si sta già liberando del troppo. Mio genero sa muoversi Noi, no. Al momento, Gi passa il tempo al telefono, cercando di districarsi fra pasticci burocratici, sommerso dalle stampate dei moduli, che ogni tanto riesco a fare, bisticciando con il nuovo pc e il vecchio scanner, che proprio non si amano Tempo al tempo, mi dico, anche se quando guardo l'agenda mi impanico, divento nervosa e litigo anche con chi non dovrei, continuando a inciampare nei miei pensieri oltre che nei primi sacchi pro Caritas Intanto mi sono vista recapitare un borsone pieno di libri che i ragazzi avevano preso in prestito dalla mia biblioteca personale. Al momento, rimarrà nel bagagliaio dell'auto, poi si vedrà Questo *poi si vedrà* è un po' il nostro motto: infatti devo ancora vedere cosa contengono un paio di scatoloni "Gondrand", risalenti a un trasloco ...

LIBERI PENSIERI

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Avevo imparato il distacco. Ho dovuto farlo perché l'idea di lasciare i miei affetti mi dilaniava più del cancro. Ero troppo giovane, credo e mi sembrava la soluzione migliore  Poi ho imparato faticosamente a lasciarmi andare, ma non sono sicura che ne valga la pena. O forse sì. In me ci deve essere ancora un po' di pregressa anaffettività perché voler bene, dimostrarlo, mi sconvolge e mi spaventa. Ne ho paura. Mi rassicurava essere un po' cinica, poco espansiva, allergica agli abbracci E ora? Temo riceverlo, darlo, non averlo proprio o chissà che, questo benedetto affetto  Bipolarismo dei sentimenti, modalità ON   Parlo al telefono, guardo le notifiche in Messenger e quelle sul gruppo, sbircio fb e anche whatsapp sul tablet. Ho anche un bel po' di magone, troppe cose, troppe davvero. C'è un momento in cui i miei occhi sono pieni di è stato e anche di vorrei. Una multitasking seriale e serale Devo rispondere a un messaggio e mi blocco. Lo dico e lei: ...
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Soffro da sempre di alcune fobie: ho terrore delle dighe per esempio. Devo camminare sul lato sinistro di chi mi accompagna, ma anche qui pare che tutto riporti a qualcosa legato alle dighe, al fatto che mio papà conoscendo il mio timore, durante le passeggiate infantili ntorno alla diga del paesino dove passavamo le vacanze, mi spingesse verso il lato sicuro, che era alla sua sinistra.  Anche l'agorofobia mi è ben nota, ahimè. C'è stato anche un periodo in cui avevo l'ossessione di rimanere senza sigarette e non mi rasserenavo se non ero sicura di avere almeno una stecca di riserva: una dipendenza più che una fobia, certo, ma  di quella mi sono liberata in un amen. In 24 ore esattamente La più grave, sicuramente l'abibliofobia, ossia la paura illogica e incontrollabile di rimanere senza libri da leggere. Ne soffro sin da bambina, ma grazie al KOBO e alla possibilità di recuperare letture on line a qualsivoglia orario, tengo tutto sotto controllo  Poi scrivo. Forse non ...

TRANSIZIONE

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Tre settimane, ventuno giorni nella nuova casa, in un posto che se pur noto, devo riscoprire. Poco per volta, perché la sistemazione mi sta prosciugando, mi toglie energie Ritrovo ogni giorno volti amici, che mi paiono sempre gli stessi, non riesco a vederli invecchiati. Fra capelli ingrigiti e qualche ruga, rivedo i lineamenti che avevo lasciato. Le voci, poi, non cambiano e risentirle mi fa tornare ragazza Mi tocca, ed è davvero straziante, cercare chi non è più: è questo che mi da la vera percezione del tanto tempo che ho passato altrove. 41 anni... Un'eternità. Cerco nei luoghi che erano soliti, ma li ritrovo vuoti ed è sempre un colpo al cuore  Sto mediando con i miei pensieri, che sono più sconvolti dei miei capelli. Compenso la nostalgia con la curiosità, ma non nego che la prima prenda spesso il sopravvento. Maria mi è sempre incredibilmente vicina e fra i suoi mille impegni, trova sempre quell'attimo per me e di questo le sarò sempre debitrice: non ho bisogno di chiede...

ESSERCI

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Poi ci sono quelle persone, quelle che non cambiano anche se la tua vita ha fatto i tripli salti mortali: solide realtà in attimi di nebbia totale. No, non quelle, perché è solo una Da quanto siamo amiche, le chiedo e scopro che sono più o meno sessanta anni Tanti per rendere trasparente ogni gesto, tanti da potersi capire con un nulla, tanti per poter discutere, ignorandoci stizzose. Tanti per esserci davvero e correre a una richiesta, anche muta. Esserci, anche lontane, anche silenziose, mentre si piangeva l'addio al compagno. Esserci..."no, non ti mando da sola, non puoi stare sola", ed era rischioso starmi vicina, perché la guida era accecata dalle lacrime e dalla stanchezza, ma va bene, non sei sola, andiamo a sbattere insieme  Esserci, anche ridendo a crepapelle nelle lunghe serate al telefono, tanto da non riuscire a dire che poche parole, immerse in ricordi giovanili Essere fianco a fianco in una uggiosa giornata invernale e capire guardandosi negli occhi quello c...

È LUGLIO

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I miei genitori avevano la stessa sensibilità musicale di due elefanti che barriscono Va detto che comunque mentre la mater riusciva a canticchiare inni e vecchi scarponi, oltre ai soffi delle bufere e signorine che andavano a piedi da Lodi a Milano, il pater non azzeccava una nota nemmeno sbagliando: quando pensava di cantare se ne usciva con un "zazazaaa". Il fatto che riuscissero a ballare e lui anche bene, mi ha sempre stupito,  così il come e perché da tanta coppia, fossimo nate mia sorella e io, decisamente inclini al canto. Non fa testo che diedi a mia mamma la seconda grande delusione e poi se ne contarono tante altre, a suo dire: dopo il sistematico rifiuto delle bambole, anche quello ostinato alle lezioni di pianoforte che la signorina Giuditta avrebbe dovuto impartirmi. Le mie manine erano più predisposte alle scazzottate, pur infantili e pare non fosse cosa del tutto femminile. Detestavo stare seduta composta sullo sgabello a sorbirmi solfeggio e il tic tac del me...